In calendario tre appuntamenti per i ministri straordinari della comunione.
Con un saluto carico di gratitudine e incoraggiamento, il vescovo Giovanni Massaro ha aperto il percorso di formazione dedicato ai ministri straordinari della comunione della diocesi dei Marsi che si è tenuto ad Avezzano presso il seminario vescovile. Rivolgendosi ai partecipanti, ha ricordato il valore prezioso del loro servizio nelle parrocchie, un ministero che porta l'Eucaristia a malati, anziani e a quanti non possono partecipare alla Messa domenicale. «Siete un segno visibile della carità di Cristo», ha sottolineato, riconoscendo le fatiche e le difficoltà che spesso accompagnano questo impegno.
Il cammino formativo, guidato da padre Carmine Terenzio, sarà articolato in tre incontri durante il tempo di Avvento e si svilupperà attorno a tre immagini evangeliche: il buon samaritano, il chicco di grano che muore per portare frutto e il dialogo tra Gesù e la samaritana al pozzo. Tre icone capaci – ha detto il vescovo – di far riscoprire la profondità e la bellezza del ministero svolto. Agli operatori pastorali ha chiesto di vivere questi appuntamenti con cuore aperto, lasciandosi «interrogare e trasformare dal vangelo», perché «il Vangelo non ci lascia mai come ci ha trovati».
Il percorso si concluderà nella quarta domenica di Avvento, il 21 dicembre, quando il vescovo presiederà la celebrazione eucaristica in cattedrale alle 12:00. In quell'occasione rinnoverà il mandato ai ministri straordinari e consegnerà loro il tesserino. Assicurando la propria preghiera quotidiana, il vescovo ha promesso che questo non sarà un evento isolato, ma linizio di un accompagnamento più continuativo. «Ringrazio ciascuno di voi per il sì generoso – ha detto in chiusura –. Il Signore vi benedica e vi doni la sua pace».


Tempo di attesa attiva
Messaggio del vescovo Giovanni alla comunità diocesana per il tempo di avvento

Carissimi fratelli e sorelle,
con l'inizio dell'Avvento la Chiesa ci invita a rinnovare il nostro cuore e la nostra speranza. Questo tempo liturgico è un tempo di grazia, un dono che Dio ci offre per prepararci alla venuta del suo Figlio, Gesù Cristo. Non si tratta soltanto di un tempo di attesa per la celebrazione del Natale, ma di un tempo in cui Cristo viene oggi, nella nostra storia, e chiede di essere accolto nella concretezza della vita quotidiana.
L'Avvento è dunque un cammino di luce, che ci conduce a riscoprire la presenza del Signore nelle nostre giornate e a lasciarci trasformare dal suo amore. La venuta di Cristo in mezzo a noi ridà speranza alle nostre vite, spesso segnate da fatiche, da smarrimenti o da indifferenza. Egli viene per dirci che nessuno è dimenticato, che Dio si fa vicino, che il bene è più forte del male.
Desidero offrirvi tre atteggiamenti spirituali e concreti per vivere con frutto questo tempo santo.

1. Porre Cristo al centro della nostra vita
Viviamo in un tempo in cui Dio sembra spesso messo ai margini: la fretta, le preoccupazioni, le tante distrazioni rischiano di farci perdere l'essenziale. L'Avvento ci invita a rimettere Cristo al centro: del nostro cuore, delle nostre famiglie, delle nostre comunità.
In queste settimane, non lasciamoci prendere eccessivamente dai preparativi esteriori – pur belli e legittimi – rischiando di trascurare ciò che conta davvero: l'incontro con il Signore che viene. I doni, le luci, le feste avranno senso solo se il nostro cuore sarà aperto alla sua presenza.
Può essere pertanto utile riscoprire gesti semplici ma preziosi: un momento di preghiera in casa, la partecipazione più consapevole alla Messa domenicale, la lettura quotidiana di un brano del vangelo.
Mettere Cristo al centro significa anche chiedersi ogni giorno: «Cosa farebbe Gesù al mio posto?»: nel lavoro, nelle relazioni, nelle scelte quotidiane. Solo se lui occupa il primo posto, tutto il resto trova il proprio ordine e il proprio senso.

2. Essere costruttori di pace
La pace nasce nel cuore di chi accoglie Cristo e si estende nei rapporti con gli altri. Ma la pace va costruita ogni giorno, a partire dalle parole che diciamo e dai toni che usiamo. In un tempo in cui i social, le discussioni pubbliche e persino le relazioni familiari sono spesso segnate da aggressività e giudizio, siamo chiamati a disarmare il linguaggio, a usare parole che edificano, che incoraggiano, che guariscono. Il 16 maggio scorso, ricevendo in udienza il corpo diplomatico, papa Leone XIV ha detto: «La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l'orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi».
Ricordiamo l'annuncio degli angeli nella notte di Betlemme: «Pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2,14). La pace che viene da Dio non è solo assenza di conflitto, ma presenza di amore, rispetto, dialogo e misericordia. Cerchiamo allora di essere artigiani di pace nei luoghi che abitiamo: nella famiglia, nella comunità parrocchiale, nei luoghi di lavoro e di studio. Un gesto di riconciliazione, una parola gentile, un perdono dato possono cambiare il clima intorno a noi.

3. Amare i poveri e i piccoli
Gesù nasce povero, in una mangiatoia. Nella sua povertà si manifesta la grandezza di Dio, che sceglie la via dell'umiltà per incontrare ogni uomo. L'Avvento ci chiama ad avere uno sguardo di predilezione per i poveri, non solo attraverso la carità materiale, ma anche con la vicinanza, l'ascolto, la condivisione. Nei volti dei poveri, degli anziani soli, dei malati, dei migranti, dei bambini senza speranza, riconosciamo il volto stesso di Cristo.
Come ricorda papa Leone XIV nell'esortazione apostolica Dilexi te, «l'amore verso i poveri è la misura autentica del nostro amore per Cristo». Non possiamo prepararci al Natale senza fare spazio a chi è nel bisogno: che la nostra generosità diventi segno concreto della presenza del Signore che viene.

Carissimi, viviamo l'Avvento come tempo di attesa attiva, di conversione del cuore, di apertura a Dio e ai fratelli. Vegliamo nella preghiera, custodiamo la speranza, camminiamo insieme verso il Natale, certi che il Signore viene ancora oggi a illuminare le nostre notti e a portare la sua pace.
Affido ciascuno di voi alla Vergine Maria, donna dell'attesa e madre della speranza. Ella ci accompagni nel cammino verso Betlemme, perché possiamo accogliere Gesù con cuore umile e gioioso. Buon cammino di Avvento!

Vostro affezionatissimo,
+ Giovanni, vescovo


Il Movimento per la vita di Avezzano apre a un ciclo di incontri di formazione periodici di bioetica sul tema dell'inizio vita. Gli incontri di quest'anno verteranno sulla lettura e l'approfondimento del libro Diritto di nascere, che verrà analizzato da diversi relatori ogni volta.


Sabato 22 novembre alle 17:30 nella cattedrale di Avezzano la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giovanni Massaro per il mandato ai catechisti e per l'istituzione dei ministeri. Saranno infatti istituiti accoliti: Vincenzo Salustri della parrocchia dello Spirito Santo in Avezzano; Alfredo Pascucci della parrocchia di San Giacomo in Colle San Giacomo; Giuseppe Lorusso della parrocchia di San Giovanni in Avezzano. Andrea Rodorigo, della comunità della Madonna dei Bisognosi sarà invece istituito lettore. In questo anno pastorale, i seminaristi Matteo Angelozzi e Mattia Paolini svolgeranno in diocesi, ogni fine settimana, il servizio di iniziazione pastorale rispettivamente presso la parrocchia di San Giovanni Battista in Luco dei Marsi e la comunità di parrocchie della forania di Carsoli. Anche loro saranno istituiti lettori durante la Messa. «Il 22 novembre - sottolinea il vescovo - oltre a conferire i ministeri laicali, darò anche il mandato a tutti i catechisti della diocesi, per evidenziare così la ministerialità di tutta la Chiesa, che si esprime nella molteplicità dei doni e dei servizi a beneficio della comunità».


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