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Celebrazioni della settimana santa
presiedute da mons. Pietro Santoro

Trasmesse dalla cattedrale di Avezzano, a porte chiuse, in diretta TV e streaming

Visibili in TV sul canale 119 del digitale terrestre e in streaming sulla pagina Facebook della Diocesi e di InfoMediaNews:

 

  • 5 aprile, domenica delle palme, ore 12:00;
  • 9 aprile, giovedì santo, ore 18:00;
  • 10 aprile, venerdì santo, ore 15:00;
  • 11 aprile, veglia pasquale, ore 21:00;
  • 12 aprile, domenica di Pasqua, ore 12:00.

 

L'Ufficio liturgico nazionale della CEI ha pubblicato il sussidio per celebrare la settimana santa in famiglia in comunione con tutta la Chiesa.

Scarica qui il sussidio


Dal quotidiano Avvenire (redazione web)
CEI, liturgie della settimana santa: cosa si fa, cosa non si può fare.

Una settimana santa con importanti novità liturgiche dettate dalla situazione d’emergenza, all’insegna di alcune rinunce: niente benedizione degli ulivi la domenica delle palme, rimandata la Messa crismale, Messa in coena Domini senza lavanda dei piedi, il venerdì santo privo del bacio della croce (e con la nuova invocazione nella preghiera universale), niente accensione del fuoco prima della veglia pasquale.
Con le «Indicazioni rituali» per la celebrazione della settimana santa 2020 la Conferenza episcopale italiana offre a parrocchie, comunità e credenti un riferimento unitario in vista dei riti che si svolgeranno «senza concorso di popolo ed evitando concelebrazioni» ma in modo che anche in tempo di emergenza e di quarantena il «momento più importante dell’anno liturgico» sia vissuto nella maniera più intensa e partecipata. Cambiano le forme, non cambia la sostanza.

Domenica delle palme e della passione del Signore

Anzitutto la nostra Conferenza episcopale spiega che «gli Arcivescovi e i Vescovi, nelle cattedrali, presiederanno la celebrazione eucaristica con il rito della benedizione dei rami di ulivo e la processione introitale alla Messa (seguendo la forma del Messale romano cioè senza la processione solenne all’esterno della chiesa). Nelle chiese parrocchiali i presbiteri presiederanno la celebrazione commemorando l’ingresso del Signore in Gerusalemme in forma semplice (terza forma del Messale romano), senza benedizione dei rami e senza solenne processione introitale alla Messa».

Giovedì santo - Messa crismale

Per quanto riguarda la Messa crismale, sarà «trasferita a una data successiva alla Pasqua e che sarà indicata in base a quanto disporrà il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, in sintonia con quanto il Santo Padre stabilirà per la Diocesi di Roma». Resta ovviamente al suo posto la «Messa in coena Domini» che i vescovi presiederanno «nelle cattedrali». Nelle parrocchie invece «in via straordinaria, è concessa ai singoli presbiteri la facoltà di celebrare la santa Messa nella cena del Signore, senza concorso di popolo ma solo con pochi ministri». Comprensibilmente «si omette la lavanda dei piedi» mentre «subito dopo l’omelia si prosegue con la preghiera universale o dei fedeli e la liturgia eucaristia. Al termine si omette la processione con il santissimo Sacramento, che viene riposto nel tabernacolo solitamente utilizzato e non in un altro, senza adorazione solenne. Non vengono allestiti altari per la reposizione, né sono permesse le visite consuete e le veglie di adorazione».

Venerdì santo - Celebrazione della passione del Signore

Anche in questa giornata «gli Arcivescovi e i Vescovi, nelle cattedrali, presiederanno la celebrazione». Per le chiese parrocchiali «i presbiteri che lo vorranno, potranno celebrare l’azione liturgica della passione del Signore, solo con pochi ministri e senza concorso di popolo». C’è una novità annunciata per la solenne preghiera universale del venerdì santo, nella quale «l’ultima invocazione, per i tribolati, è riformulata dalle indicazioni della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti e dell’Ufficio liturgico nazionale». Si «omette il bacio» nel «rito di adorazione della croce», al posto del quale «si può sostare qualche istante davanti alla croce in adorazione silenziosa».

Sabato santo - Veglia pasquale

Pastori e parroci sono accomunati dalla medesima disposizione: «Gli Arcivescovi e i Vescovi, nelle cattedrali, celebreranno la veglia pasquale e lo stesso potranno fare, nelle parrocchie, i presbiteri che lo vorranno». Alcune significative novità per la celebrazione: «All’inizio si omette l’accensione del fuoco e si procede con la preparazione del cero, la sua accensione e il canto del preconio pasquale. La liturgia della parola si celebra come previsto dal Messale romano. La liturgia battesimale si compie senza le litanie dei santi, la benedizione del fonte e la celebrazione dei battesimi, ma con la sola rinnovazione delle promesse battesimali. Dopo la preghiera universale o dei fedeli la celebrazione prosegue con la liturgia eucaristica. Non sarà possibile distribuire ai fedeli l’acqua benedetta ma si potranno invitare ugualmente le famiglie a benedire la mensa, nel giorno di Pasqua, come di consueto, anche senza l’acqua».

A Sacerdoti,
Diaconi,
Religiosi/e


Carissimi,
vi inoltro ulteriori comunicazioni della CEI relative ai riti della settimana santa senza concorso di popolo.

  1. Nell'interlocuzione della Segreteria generale della CEI con la Presidenza del Consiglio dei Ministri si è rappresentata la necessità che, per garantire un minimo di dignità alle celebrazioni, accanto al celebrante sia assicurata la partecipazione di uno che serve all'altare, oltre che di un lettore, un cantore, un organista ed, eventualmente, due operatori per la trasmissione audio-video. Su questa linea l'autorità governativa ha ribadito l'obbligatorietà che siano rispettate le misure sanitarie, a partire dalla distanza fisica
  2. A una ulteriore interlocuzione della CEI circa le autocertificazioni per recarsi a pregare in Chiesa, da soli, il Ministero dell'interno ha risposto testualmente (invio la sintesi della risposta): «Sulla base di parere appositamente richiesto al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, al fine di limitare gli spostamenti dalla propria abitazione, è necessario che l'accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative ovvero per situazione di necessità e che la chiesa sia situata lungo il percorso, di modo che, in caso di controllo da parte delle forze di Polizia, possa esibirsi la prescritta autocertificazione o rendere dichiarazione in ordine di tali specifici motivi». Decodificando, significa che nell'autocertificazione per la preghiera personale, durante gli orari di apertura delle chiese, occorre barrare l'opzione «situazione di necessità». Invece, per chi svolge un servizio (durante le celebrazioni senza concorso di popolo) occorre segnare l'opzione «comprovate esigenze lavorative».

Ribadisco che durante le celebrazioni senza concorso di popolo è opportuno che le porte della chiesa siano chiuse.
Ho scelto, per dovere, di inviarvi queste specifiche anche come risposta a molteplici domande che vengono inoltrate in questo periodo ai vescovi.

In comunione di preghiera.

Avezzano, 28 marzo 2020
+ Pietro

L'Ufficio liturgico nazionale della CEI ha pubblicato il sussidio per celebrare la quinta domenica di Quaresima in famiglia in comunione con tutta la Chiesa.

Scarica qui il sussidio


Domenica 29 marzo il Vescovo mons. Pietro Santoro presiederà l'eucaristia dalla cattedrale dei Marsi alle ore 12:00. La celebrazione sarà visibile dal canale 119 del digitale terrestre e in streaming sulla pagina Facebook della Diocesi e di InfoMediaNews.
Si ringrazia InfoMediaNews per il servizio che rende attraverso la messa in onda delle celebrazioni del Vescovo sul canale 119 del digitale terrestre, quindi tranquillamente visibile sul televisore di casa. Ci informano da InfoMediaNews che per chi avesse difficoltà a visualizzare il canale su 119, l'operazione da fare è la risintonizzazione del televisore, mediante la ricerca automatica dei canali con il telecomando.

La Diocesi dei Marsi, in comunione con papa Francesco e le Chiese d’Abruzzo e Molise, cammina con il suo popolo e assume le sofferenze e le speranze delle donne e degli uomini custodendo la fede e promuovendo prassi concrete di prossimità solidale verso le povertà e le fragilità.
Lo fa attraverso i sacerdoti, le parrocchie, la Caritas, i volontari e le aggregazioni laicali, i diaconi, le comunità religiose, nella ferialità silenziosa e in gesti straordinari in tempi straordinari come il tempo del coronavirus.
In questa prospettiva ho comunicato al direttore generale della ASL, il dott. Roberto Testa, che la Diocesi dei Marsi, condividendo le emergenze del momento presente, ha scelto di donare all’ospedale civile “Santi Filippo e Nicola” di Avezzano un ventilatore polmonare.
Ai medici, agli infermieri, al personale sanitario la gratitudine per la loro abnegazione.

Affido alla Vergine santissima le famiglie più provate dalla malattia e dal dolore.

Avezzano, 27 marzo 2020
+ Pietro Santoro, Vescovo dei Marsi

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