All'indomani della giornata mondiale del malato, il prossimo 12 febbraio alle 21:00, nella cappella dell'ospedale civile di Avezzano, l'adorazione eucaristica sarà un particolare segno di vicinanza nella preghiera per tutti i malati.

All'indomani della giornata mondiale del malato, il prossimo 12 febbraio alle 21:00, nella cappella dell'ospedale civile di Avezzano, l'adorazione eucaristica sarà un particolare segno di vicinanza nella preghiera per tutti i malati.

Mercoledì 11 febbraio, in cattedrale, alle 17:00 la preghiera del santo Rosario e alle 17:30 la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo Giovanni Massaro, in occasione della giornata mondiale del malato, promossa in diocesi dall'UNITALSI di Avezzano, guidata dalla presidente Maria Teresa Maceroni. A seguire la tradizionale e suggestiva processione con i flambeaux e la statua della Vergine Maria sul piazzale della cattedrale, con la benedizione dei malati. La giornata ricorre nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes e riflette quest'anno sul tema: La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell'altro.
Il tema, mettendo al centro la figura evangelica del samaritano che manifesta l'amore prendendosi cura dell'uomo sofferente caduto nelle mani dei ladri, vuole sottolineare questo aspetto dell'amore verso il prossimo: l'amore ha bisogno di gesti concreti di vicinanza, con i quali ci si fa carico della sofferenza altrui, soprattutto di coloro che vivono in una situazione di malattia, spesso in un contesto di fragilità a causa della povertà, dell'isolamento e della solitudine. La giornata mondiale del malato, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1992, vuole essere un momento privilegiato di preghiera, di vicinanza e di riflessione per tutta la comunità ecclesiale e per la società civile, chiamata a riconoscere il volto di Cristo nei fratelli e nelle sorelle segnati dalla malattia e dalla fragilità.

In un tempo in cui il rumore dei conflitti sembra voler coprire ogni altra voce, la città di Avezzano sceglie di non arrendersi. Torna, anche per questo 2026, l'appuntamento con la marcia della pace, che avrà per tema «Una pace disarmata e disarmante». La manifestazione unisce diverse realtà del territorio in un unico obiettivo: testimoniare che essere uomini e donne di pace è una scelta quotidiana. La marcia, promossa dalla Tavola della pace, si terrà domenica 8 febbraio e non è un evento isolato, ma il culmine di un cammino di riflessione.
Il primo passo è stato compiuto il 23 gennaio presso la parrocchia di San Michele arcangelo a San Pelino, dove tanti giovani hanno riflettuto sulla situazione geopolitica sulla striscia di Gaza e le ingiustizie che quei popoli vivono; dopo l'introduzione al tema a cura del parroco don Antonio Allegritti, è seguito un confronto e la consegna di domande e spunti di riflessione, da portare a casa per essere utilizzati come bagaglio per il proprio cammino personale.
Il prossimo appuntamento preparatorio è fissato per venerdì 6 febbraio alle 18:30. Sarà un interessantissimo incontro sul tema «Ecologia integrale: percorsi di giustizia e di pace», a cura di don Bruno Bignami, per giovani e adulti.
Infine domenica 8 febbraio, alle 16:30, il cammino in città prenderà vita, stavolta marciando con un percorso alternativo.
L'appuntamento infatti sarà al campetto dietro la chiesa di San Rocco, si attraverserà piazza Risorgimento e si concluderà nella chiesa di San Pio X. Se negli anni passati il corteo ha unito il nord e il sud di Avezzano, questa traiettoria est-ovest va a intersecarsi con i percorsi precedenti. Il risultato è una croce ideale tracciata sulla mappa della città: il segno di quella pace estrema che Gesù ha portato sulla terra e che oggi noi siamo chiamati a rigenerare con i nostri passi. Durante il tragitto, tra i vari segni forti che si vivranno, la comunità condividerà la luce di Betlemme, giunta ad Avezzano il 13 dicembre scorso e da allora diffusa su tutto il territorio, con particolare attenzione alle realtà che vivono situazioni di maggiore sofferenza.
Inoltre come ogni anno, anche i più piccoli faranno la loro parte: i ragazzi di ogni parrocchia si prepareranno alla marcia realizzando dei salvadanai, che raccoglieranno le offerte destinate alla Fraternità «La custodia di Terra Santa», un gesto concreto di vicinanza a chi vive nei luoghi del conflitto. In questo cammino, la partecipazione di persone di ogni età diventa essa stessa un messaggio potente: una pace generazionale che ricuce strappi troppo spesso alimentati da visioni diverse. Siamo tutti parte dello stesso presente e della stessa realtà; camminare fianco a fianco significa riconoscersi come compagni di viaggio, unendo l'esperienza degli adulti all'entusiasmo dei giovani e dei bambini.
L'incontro tra questi mondi è di importanza fondamentale per promuovere la vita e opporre una speranza concreta a un mondo che, con troppa facilità, prova a convincerci del contrario.
(di Paolo Buongiovanni, vicepresidente giovani di AC)

Al via il ciclo di incontri «Il sale della terra: percorsi di impegno sociale», promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro della diocesi che intende ancora una volta rimettere al centro della formazione pastorale le tematiche dell'ecologia integrale, della giustizia e della pace, della democrazia, del bene comune. Sono tre gli incontri con i relatori, che si terranno presso la sala Irti di Avezzano (in via G. Fontana 6), ai quali ogni volta seguirà un incontro laboratoriale nell'aula convegni del seminario diocesano di Avezzano, per condividere e approfondire i temi trattati dai relatori.
Il percorso è promosso dall'equipe di pastorale sociale e del lavoro, guidata dai coniugi Maria e Nicola Gallotti, ed è in continuità con quello proposto lo scorso anno, dedicato ai cinque pilastri della dottrina sociale della Chiesa, e pensato per offrire alla comunità un'occasione di formazione, dialogo e approfondimento sui temi centrali della vita civile ed ecclesiale. Il 6 febbraio alle 18:30, in sala Irti, don Bruno Bignami, direttore dell'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI terrà una relazione su «L'ecologia integrale: percorsi di giustizia e di pace».
Bignami è un presbitero della diocesi di Cremona, è docente di teologia morale con un dottorato conseguito alla Pontificia università gregoriana di Roma. Dal 2018 è direttore dell'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI e dirige anche l'Ufficio dell'apostolato del mare.
A questo incontro ne seguirà uno laboratoriale, il 13 febbraio alle 18:00, presso il seminario diocesano.
Il secondo relatore, che terrà l'incontro sempre in sala Irti il 13 marzo, sarà padre Francesco Occhetta, che relazionerà su «Fraternità: il cuore della democrazia».
Occhetta insegna alla Pontificia università gregoriana di Roma. Dopo la laurea in giurisprudenza a Milano, ha conseguito la licenza in teologia morale a Madrid e il dottorato in teologia morale presso la Pontificia università gregoriana. Giornalista professionista ha ideato «Comunità di connessioni», un percorso di formazione per giovani sull'impegno sociale e politico.
A questo incontro seguirà il laboratorio di approfondimento nel seminario diocesano, il 20 marzo alle 18:00.
Il 13 aprile alle 18:30, in sala Irti, si terrà il terzo incontro di formazione, promosso in collaborazione con la pastorale familiare diocesana sul tema «La famiglia: soggetto sociale per il bene comune». L'incontro sarà guidato da Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la natalità e promotore di iniziative sociali e formative rivolte ai giovani e alle famiglie. De Palo, nonostante la sua giovane età, vanta un lungo e concreto impegno nel sociale: marito e padre di cinque figli, giornalista, scrittore. Ha fondato Immischiati, un progetto di formazione per mostrare la bellezza della politica cercando di formare e motivare le persone alla partecipazione ed è presidente della fondazione che si occupa di organizzare ogni anno gli Stati generali della natalità. Il laboratorio di approfondimento sulla tematica si terrà, sempre in seminario, il 20 aprile alle 18:00.
I laboratori offriranno ai partecipanti la possibilità di confrontarsi direttamente sui contenuti proposti, favorendo un percorso di crescita personale e comunitaria. Durante gli incontri sarà possibile inviare domande ai relatori tramite WhatsApp. Lo staff provvederà a raccoglierle e a sottoporle durante il dibattito. Info sulla pagina Facebook della Diocesi di Avezzano.
