Il 2 febbraio del 1986, quarant'anni fa, nella cattedrale di Avezzano, ci fu l'ordinazione dei primi quattro diaconi permanenti della diocesi dei Marsi (la Chiesa marsicana fu anche tra le prime in Italia): Bruno Butti, Leo De Foglio, Antonio Masci e Valentino Nardone. Il prossimo 16 febbraio, alle 17:30 in cattedrale, il vescovo Giovanni Massaro presiederà una celebrazione eucaristica in occasione del quarantesimo anniversario della presenza del diaconato permanente nella diocesi marsicana.
Accogliamo la testimonianza con il racconto dell'epoca a cura del diacono Antonio Masci (diacono permanente e attuale direttore dell'Ufficio scuola diocesano), che fu tra i primi a ricevere l'ordinazione

«A quarant'anni della prima ordinazione – anche rispetto ad altre diocesi d'Italia in cui non c'erano ancora state - di quattro diaconi permanenti nella diocesi dei Marsi, Bruno Butti, Leo De Foglio, Antonio Masci e Valentino Nardone, e a qualche anno di distanza dalla restaurazione di questo servizio ecclesiale voluto dal concilio Vaticano II, sembra opportuno riandare con la memoria con un breve excursus evidenziando il significato della presenza dei diaconi permanenti nella Chiesa e nel desiderio di rilanciarne il servizio. Con grande gioia, nel 1986, i tre ordinati (si era in quattro ma uno è già stato chiamato alla casa del Padre) ricordano la laboriosa preparazione, la felice ordinazione, le perplessità, con timore e speranze nell'iniziare a compiere il proprio servizio.
Nessuno di noi era a conoscenza della realtà del diaconato permanente quando ci sentimmo proporre direttamente dal vescovo Biagio Terrinoni di diventare diaconi. Le nostre risposte furono di accettazione, ma velate da dubbi ed incertezze di fronte a evidenti difficoltà che divennero sempre più pesanti dopo un primo incontro voluto dal vescovo stesso. In una sala affollata, con tanti probabili chiamati, con le loro famiglie e diversi sacerdoti, il vescovo comunicò che aveva formato una commissione per la nostra preparazione a completamento dei tre anni di studio nell'Istituto di scienze religiose della diocesi. Nell'arco di tre anni la commissione ci incontrò settimanalmente anche per procedere ad un più preciso discernimento della nostra vocazione-chiamata. Superata la fase di studio, collegata con la pratica di simulate celebrazioni liturgiche, la commissione presentò al vescovo i candidati.
L'ordinazione in cattedrale, il 2 febbraio del 1986, fu seguita da numerose persone, prese da curiosità e meraviglia nel vedere quattro padri di famiglia stesi a terra nell'invocazione allo Spirito Santo. Superata l'enfasi di quel giorno non mancò l'entusiasmo degli ordinati per mettersi al servizio dei parroci che chiedevano la loro presenza nella catechesi, nella liturgia e nella carità e restando fedeli agli incontri mensili di adorazione eucaristica e scambio di esperienza. Non è possibile numerare tutti i servizi compiuti dai diaconi permanenti, basti ricordare la presenza nella parrocchia di Aielli in assenza del parroco, il decennio di guida della Caritas diocesana e il servizio di segreteria di due vescovi. Con gli anni si sono aggiunti alla comunità diaconale diocesana altri diaconi permanenti: Enzo Moro, Vincenzo Cipollone, Nazzareno Moroni e, negli ultimi anni, Alberto Marchionni, Paolo Muratore e Giuseppe Monaco. Oggi possiamo dire che la gran parte della comunità ecclesiale conosce e apprezza la presenza dei diaconi permanenti che a loro volta si sentono anche ben inseriti tra il clero della diocesi. L'auspicio è che altri possano arrivare all'ordinazione per mettersi al servizio di tutta la Chiesa diocesana».


All'indomani della giornata mondiale del malato, il prossimo 12 febbraio alle 21:00, nella cappella dell'ospedale civile di Avezzano, l'adorazione eucaristica sarà un particolare segno di vicinanza nella preghiera per tutti i malati.


Mercoledì 11 febbraio, in cattedrale, alle 17:00 la preghiera del santo Rosario e alle 17:30 la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo Giovanni Massaro, in occasione della giornata mondiale del malato, promossa in diocesi dall'UNITALSI di Avezzano, guidata dalla presidente Maria Teresa Maceroni. A seguire la tradizionale e suggestiva processione con i flambeaux e la statua della Vergine Maria sul piazzale della cattedrale, con la benedizione dei malati. La giornata ricorre nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes e riflette quest'anno sul tema: La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell'altro.
Il tema, mettendo al centro la figura evangelica del samaritano che manifesta l'amore prendendosi cura dell'uomo sofferente caduto nelle mani dei ladri, vuole sottolineare questo aspetto dell'amore verso il prossimo: l'amore ha bisogno di gesti concreti di vicinanza, con i quali ci si fa carico della sofferenza altrui, soprattutto di coloro che vivono in una situazione di malattia, spesso in un contesto di fragilità a causa della povertà, dell'isolamento e della solitudine. La giornata mondiale del malato, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1992, vuole essere un momento privilegiato di preghiera, di vicinanza e di riflessione per tutta la comunità ecclesiale e per la società civile, chiamata a riconoscere il volto di Cristo nei fratelli e nelle sorelle segnati dalla malattia e dalla fragilità.


In un tempo in cui il rumore dei conflitti sembra voler coprire ogni altra voce, la città di Avezzano sceglie di non arrendersi. Torna, anche per questo 2026, l'appuntamento con la marcia della pace, che avrà per tema «Una pace disarmata e disarmante». La manifestazione unisce diverse realtà del territorio in un unico obiettivo: testimoniare che essere uomini e donne di pace è una scelta quotidiana. La marcia, promossa dalla Tavola della pace, si terrà domenica 8 febbraio e non è un evento isolato, ma il culmine di un cammino di riflessione.
Il primo passo è stato compiuto il 23 gennaio presso la parrocchia di San Michele arcangelo a San Pelino, dove tanti giovani hanno riflettuto sulla situazione geopolitica sulla striscia di Gaza e le ingiustizie che quei popoli vivono; dopo l'introduzione al tema a cura del parroco don Antonio Allegritti, è seguito un confronto e la consegna di domande e spunti di riflessione, da portare a casa per essere utilizzati come bagaglio per il proprio cammino personale.
Il prossimo appuntamento preparatorio è fissato per venerdì 6 febbraio alle 18:30. Sarà un interessantissimo incontro sul tema «Ecologia integrale: percorsi di giustizia e di pace», a cura di don Bruno Bignami, per giovani e adulti.

Infine domenica 8 febbraio, alle 16:30, il cammino in città prenderà vita, stavolta marciando con un percorso alternativo.

L'appuntamento infatti sarà al campetto dietro la chiesa di San Rocco, si attraverserà piazza Risorgimento e si concluderà nella chiesa di San Pio X. Se negli anni passati il corteo ha unito il nord e il sud di Avezzano, questa traiettoria est-ovest va a intersecarsi con i percorsi precedenti. Il risultato è una croce ideale tracciata sulla mappa della città: il segno di quella pace estrema che Gesù ha portato sulla terra e che oggi noi siamo chiamati a rigenerare con i nostri passi. Durante il tragitto, tra i vari segni forti che si vivranno, la comunità condividerà la luce di Betlemme, giunta ad Avezzano il 13 dicembre scorso e da allora diffusa su tutto il territorio, con particolare attenzione alle realtà che vivono situazioni di maggiore sofferenza.
Inoltre come ogni anno, anche i più piccoli faranno la loro parte: i ragazzi di ogni parrocchia si prepareranno alla marcia realizzando dei salvadanai, che raccoglieranno le offerte destinate alla Fraternità «La custodia di Terra Santa», un gesto concreto di vicinanza a chi vive nei luoghi del conflitto. In questo cammino, la partecipazione di persone di ogni età diventa essa stessa un messaggio potente: una pace generazionale che ricuce strappi troppo spesso alimentati da visioni diverse. Siamo tutti parte dello stesso presente e della stessa realtà; camminare fianco a fianco significa riconoscersi come compagni di viaggio, unendo l'esperienza degli adulti all'entusiasmo dei giovani e dei bambini.
L'incontro tra questi mondi è di importanza fondamentale per promuovere la vita e opporre una speranza concreta a un mondo che, con troppa facilità, prova a convincerci del contrario.
(di Paolo Buongiovanni, vicepresidente giovani di AC)


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