Il 19 agosto le conclusioni del convegno Povertà culturali e lavoro della terra ieri e oggi, tenuto a Pescina in occasione degli ottocento anni del Cantico delle creature di san Francesco d'Assisi. L'iniziativa è stata inserita nel calendario degli eventi di «Ottocento voci per la terra, festival del creato», un grande percorso celebrativo che sta coinvolgendo le diverse zone pastorali. L'incontro ha visto gli interventi di Antonio De Lellis, coordinatore nazionale di Pax Christi, e di Ernesto Di Renzo, antropologo, direttore scientifico di MarsicaLand. L'appuntamento è l'ultima tappa in preparazione all'evento del 13 e 14 settembre a Pescasseroli, cuore verde e spirituale del parco nazionale d'Abruzzo, dove si svolgerà la due-giorni conclusiva.

Le parole del vescovo Giovanni Massaro
Carissimi,
siamo giunti al termine di questo importante momento di riflessione, e desidero anzitutto ringraziare tutti voi per la partecipazione viva e attenta, così come rivolgo un sentito grazie ai nostri relatori: Antonio De Lellis, di Pax Christi, ed Ernesto Di Renzo, di Marsicaland.
Il titolo di questo convegno ha presentato due realtà solo in apparenza distanti: la povertà culturale e il lavoro della terra. Due ambiti strettamente legati alla dignità dell'uomo, al suo radicamento nel creato, al valore della cura. La terra non è soltanto luogo di fatica, ma anche spazio educativo, relazionale, spirituale. Lavorare la terra è lavorare su sé stessi, è recuperare un rapporto sano con il tempo, con la pazienza, con l'attesa dei frutti. In un tempo dominato dalla fretta e dall'efficienza, questa è una testimonianza controcorrente. Allo stesso modo, parlare di povertà culturale ci costringe a interrogarci su ciò che stiamo trasmettendo alle nuove generazioni. Non è solo mancanza di sapere, ma perdita di senso, smarrimento di radici, dimenticanza della bellezza.
Ignazio Silone, con le sue opere, ha raccontato sì la povertà materiale ma soprattutto quella culturale, che nasce dall'esclusione, dall'indifferenza, dalla perdita di senso. Oggi più che mai abbiamo bisogno di una cultura che metta al centro la persona, il lavoro onesto, la giustizia sociale, il rispetto per il creato.
Il Cantico delle creature ci richiama a tutto questo e il festival del creato, di cui oggi abbiamo celebrato l'ultimo incontro qui a Pescina, ha voluto essere un cammino di consapevolezza e di custodia, una proposta di fraternità con tutto il creato in ascolto dello spirito di san Francesco. Gli ottocento anni del Cantico non sono solo una ricorrenza: sono un invito a rimettere Dio, le persone e il creato al centro della nostra vita personale e comunitaria.
Ci prepariamo ora a vivere l'evento conclusivo a Pescasseroli che si terrà il 13 e 14 settembre, ma quanto abbiamo vissuto in questi quattro incontri deve restare con noi come seme da coltivare. Che il Signore ci doni occhi per vedere, mani per accogliere, e cuore per custodire – la terra, le relazioni, la memoria, la speranza.
Grazie a tutti, e che il Signore vi benedica.






