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A condurci nella riflessione sul quarto capitolo dell’Evangelii gaudium è stata una voce al femminile: suor Veronica Amato Donatello, docente presso la Pontificia Università Salesiana e Urbaniana, responsabile del settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI. Una suora francescana alcantarina, originaria di Pescara, nonché cavaliere al merito della Repubblica italiana per il suo impegni in le persone disabili.
Come sempre alle ore 9:30 esposizione eucaristica e ora media, e conclusione con un momento di agape. La grande sfida che suor Veronica ha evidenziato è la necessità della conversione pastorale per tornare alla centralità del vangelo, riaccendendo la spinta e la passione con la quale ciascun laico o consacrato è stato toccato dal Signore.
Anche i poveri (non solo dal punto di vista economico) diventano maestri perché con le loro sofferenze conoscono il Cristo sofferente, secondo il criterio dell'inclusione pastorale, mettendo in atto un processo trasformativo affinché le nostre comunità parrocchiali divengano generative di nuove vocazioni ad una vita conforme al vangelo.


Attesi gli appuntamenti per celebrare la XXV festa della pace, promossa e organizzata dalla Tavola della Pace di Avezzano. Il 16 febbraio alle 16:00 il convegno nel Castello Orsini di Avezzano, con Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, per dialogare sul tema della «Convivialità delle differenze».
Domenica 17 febbraio, a venticinque anni dalla prima marcia della pace e a dieci anni dalla posa della campana della pace di piazza Nardelli (gemellata con quella di Tirana in Albania), la grande festa della pace 2019. L'appuntamento è alle 15:00 nel piazzale della parrocchia avezzanese di Madonna del Passo. Da lì partirà il corteo che si muoverà lungo le strade di Avezzano fino alla campana della pace di piazza Nardelli. Saranno presenti il Vescovo, mons. Pietro Santoro, e il sindaco Gabriele De Angelis.
La festa è intitolata «Anch'io per la pace», in riferimento alle parole che il papa rivolge in occasione della 52ª giornata mondiale della pace. La fase di preparazione è frutto della collaborazione di tutti i membri della Tavola della Pace. La Tavola della pace nasce da un'idea dell'Azione cattolica per coinvolgere le diverse realtà diocesane per l'organizzazione della festa della pace e di altri eventi presenti nel corso dell'anno. È composta dall'Azione cattolica, dalla pastorale missionaria, dalla pastorale familiare, dall'associazione Rindertimi, dall'Agesci, da Migrantes e dalla Caritas.
È stato realizzato un sussidio, scaricabile cliccando sul link, rivolto a bambini, ragazzi, giovani, adulti, a gruppi classe, scuole, parrocchie, associazioni e a chiunque voglia mettersi in gioco per migliorare il mondo, diventando costruttore di pace. Il sussidio è stato suddiviso in tre fasi con obiettivi comuni declinati per ogni fascia di età: nella prima fase l'attenzione viene posta sullo studio e sulla conoscenza della carta costituzionale dei diritti umani e della carta dei diritti dei bambini, proprio per ribadire i diritti fondamentali dell'uomo da cui partire, per mettere in atto opere di pace; nella seconda fase si riflette sulla denuncia delle ingiustizie sociali e della violazione dei diritti umani a cominciare dalla piccole realtà di comunità; infine il terzo momento suggerisce un'esperienza concreta in cui mettersi a tavola per camminare e costruire insieme nello spirito del rispetto e della convivialità delle differenze. Quest'ultimo tema sarà centrale nel convegno del 16 febbraio, alla presenza del vescovo Pero Sudar da Sarajevo. Il presule incontrerà nella mattinata una rappresentanza di studenti delle scuole superiori di Avezzano e parteciperà alla festa del giorno successivo. Con la Tavola della Pace si vuole contribuire ad un progetto di pace che impegna tutti in prima persona. In concreto si propone di riprendere in mano, a venticinque anni dall'avvio del progetto, il sostegno alle scuole interetniche di Sarajevo. Pero Sudar, promotore instancabile di questa esperienza, sostiene che la convivenza è la chiave del futuro del mondo; una convivenza vera, che non comporta una forma di omologazione, bensì si fonda sulla convivialità delle differenze, una reciproca disponibilità ad accettarsi e rispettarsi nelle proprie diversità. La finalità consiste nel motivare i ragazzi a perseguire la formazione accademica nel proprio paese, come speranza di un futuro migliore.

Stralci dal testo di Alessandra Chiostri e Gianmarco Di Cosimo, tratto da Avvenire del 26 gennaio

 

DIECI ANNI DI CAMPANA DELLA PACE

Nel 1997 don Antonio Sciarra (1937-2012), sacerdote missionario fidei donum in Albania, ebbe l'intuizione di chiedere ai suoi ragazzi albanesi (da lui denominati ed organizzati nel movimento Ambasciatori di pace), di raccogliere i bossoli dei colpi sparati durante la guerra e fonderli per ricavarne una campana della pace. Vennero raccolti trecentomila bossoli. Due anni dopo, i ragazzi di don Sciarra interpellarono l'allora presidente della Repubblica italiana, l'onorevole Oscar Luigi Scalfaro, che si assunse le spese per la fusione della campana, del peso di cinque quintali, che, nel suo interno conteneva quei bossoli. La campana, dopo essere stata presentata in tutte le province dell'Albania come speranza di una svolta nella storia del Paese venne collocata nel cuore della città di Tirana e il 1° gennaio del 2000 suonò i suoi primi rintocchi davanti ad una immensa folla. L'8 febbraio di dieci anni fa, nella diocesi marsicana, grazie al dono di una campana da parte della parrocchia di Madonna del Passo alla città di Avezzano, fu inaugurata la campana della pace, in piazza Nardelli ad Avezzano, gemellata con quella di Tirana in Albania. La nostra campana in passato era stata utilizzata per scandire il lavoro dei contadini del Fucino; a sostenerla un monumento pensato dal professor Marco De Foglio, costituito da tre elementi ascendenti alla ricerca di un festoso equilibrio di suono, di forme e di colori. Tre colori che danzano sui rintocchi di una campana: il giallo del lampione irradia luce sul blu ed il rosso delle spire asimmetriche lo sviluppano. L'uso dei colori primari sta a testimoniare la tavolozza infinita delle differenze tra i popoli. Il giorno dell'inaugurazione più di 2000 persone dall'intera diocesi, si misero in marcia per raggiungere il luogo dove era stata posizionata; tra loro un delegato del sindaco di Tirana, l'ambasciatore albanese in Italia, il responsabile nazionale dell'ACR, i ragazzi albanesi Ambasciatori di pace, il Sindaco di Avezzano e il Vescovo dei Marsi, mons. Pietro Santoro. Da allora la campana suona ogni anno durante la tradizionale festa della pace diocesana, ma i suoi rintocchi sono tornati a farsi sentire anche per denunciare le situazioni di ingiustizia e di non pace che caratterizzano il territorio e il mondo in cui viviamo.

Testo di Enrico Michetti, tratto da Avvenire del 26 gennaio

 

PELLEGRINAGGIO DIOCESANO IN TURCHIA

diretto da S.E. Mons. Pietro Santoro
dal 22 al 29 Iuglio 2019

con Istanbul, Smirne, Efeso, Pergamo, Thyatira, Hierapolis, Konya e la Cappadocia
sulle orme di san Paolo, con san Giovanni e le Chiese dell'Apocalisse, i primi concili della Chiesa, le chiese rupestri della Cappadocia
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 1.205,00 (acconto all'iscrizione: € 400,00; supplemento per camera singola € 300,00)
ISCRIZIONI (con acconto): in Curia di Avezzano (martedì - sabato ore 9:00 - 12:00) presso il diacono Nazzareno Moroni, tel. 0863 413827 oppure 333 3514 711 entro il 10 aprile 2019, saldo entro il 15 giugno 2019
DOCUMENTI: Passaporto o carta di identità (con validità di cinque mesi residui alla data di rientro)


 

PROGRAMMA

1° giorno: Roma-Istanbul

Partenza in aereo da Roma per Istanbul. Arrivo e sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.

2° giorno: Istanbul

Giornata di visita della città. Visita della basilica di Santa Sofia, si San Salvatore in Chora, della Moschea Blu (solo esterno), dell'ippodromo e del Gran Bazaar. Cena e pernottamento.

3° giorno: Istanbul-Smirne

Visita al palazzo Topkapi, residenza del sultano Ottomani. Nel tardo pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza in aereo per Smirne. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.

4° giorno: Smirne-Efeso

Partenza per Efeso e visita guidata dell'antica città dove vedremo, tra l'altro, la basilica del concilio del 431, che stabilì la divina maternità di Maria, seguita dalla visita a Meryemana, dove secondo la tradizione visse la Vergine Maria, e alla basilica di San Giovanni Evangelista, che conserva la sua tomba. Rientro a Smirne. Cena e pernottamento.

5° giorno: Pergamo-Thyatira-Hierapolis-Pamukkale

Partenza per Pergamo, l'antica città citata nell'Apocalisse di Giovanni come una delle sette Chiese dell'Asia minore; visita dell'acropoli. Proseguimento per i siti di Thyatira e Hierapolis. Arrivo a Pamukkale, con le sue famose e suggestive terrazze calcaree. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.

6° giorno: Konya-Cappadocia

Partenza per Konya. Visita al mausoleo di Mevlana, poeta mistico e fondatore dei dervisci rotanti. Sosta nella chiesa di San Paolo. Proseguimento verso la Cappadocia, regione in cui molte comunità cristiane si svilupparono e abitarono nel II e III secolo. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.

7° giorno: Cappadocia

Intera giornata dedicata alla visita dei bellissimi e caratteristici siti: la valle di Goreme, dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco, Zelve, Kaymakli, Uçhisar e le chiese rupestri di Aynali. Cena e pernottamento.

8° giorno: Kayseri-Istanbul-Roma

Trasferimento all'aeroporto di Kayseri e partenza in aereo per Roma, via Istanbul.

LA QUOTA COMPRENDE

Viaggio aereo Roma-Istanbul, Istanbul-Smirne, Kaiseri-lstanbul-Roma.
Tasse carburanti e aeroportuali, un bagaglio da stiva.
Trasporti in bus, visite con guide parlanti italiano, escursioni ed ingressi come da programma: basilica di Santa Sofia, San Salvatore in Chora, Palazzo Topkapi, Efeso, Meryemana, Pergamo, Thyatira, Hierapolis, Pamukkale, Mevlana, Goreme, Zelve, Kaymakli, Uchisar, Aynali.
Sistemazione in alberghi categoria 4 stelle (camera doppia con servizi privati).
Pensione completa dalla cena del primo giorni alla colazione dell'ottavo giorno (bevande escluse).
Porta documenti, libro preghiere, assistente spirituale/tecnico, assicurazione, rimborso penalità per rinuncia pellegrinaggio nei casi previsti.

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