Un importante evento promosso dalla diocesi di Avezzano, insieme all'associazione Antiquae, in collaborazione con il comune di Avezzano, con il Ministero della cultura - Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di L'Aquila e Teramo, Direzione regionale dei musei per l'Abruzzo, Soprintendenza archivistica e biografica per l'Abruzzo e il Molise, Archivio di Stato dell'Aquila - e con la Fondazione della Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila, è la mostra che si terrà al castello Orsini-Colonna di Avezzano, a partire da sabato 30 agosto, con inaugurazione alle 17:00, fino al 9 novembre 2025, con ingresso libero.
Sacrum racconta l'Abruzzo come terra di confine e incontro tra riti pagani e cristiani, in cui i boschi, le fonti e le grotte hanno custodito a lungo un'aura di sacralità. Il percorso parte dalla dea Angitia, scolpita in terracotta alla fine del III secolo a.C., simbolo della spiritualità femminile legata ai cicli della natura, e conduce fino al XX secolo con le opere degli artisti contemporanei.
Tra i capolavori più suggestivi il rotolo dell'Exultet del 1057, una pergamena liturgica lunga oltre cinque metri, un tempo srotolata durante la veglia pasquale come canto che diventava immagine per i fedeli; il Messale di Tommaso da Celano e la Bibbia del XIII secolo, pagine che brillano come gemme di fede e conoscenza; la preziosa Stauroteca, un reliquiario del XIII secolo in argento e gemme, dono della regina Giovanna I di Napoli, considerata il più antico esempio di oreficeria sacra nella Marsica; la Madonna di Cese di Andrea Delitio, emblema del passaggio della pittura abruzzese tra il tardogotico e il rinascimento.
Infine, in dialogo con questo immenso patrimonio, le opere contemporanee di Pasquale Di Fabio, Gabriele Altobelli, Carmine Di Pietro, Mauro Tersigni e Alberto Cicerone, che rinnovano l’antico legame tra arte e spiritualità.


Orari

Dal martedì al sabato: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00
Domenica: dalle 16:00 alle 18:00
Lunedì: giorno di chiusura

Per informazioni e prenotazioni, consigliate alle comitive, tel. 380 15 13 748

La regione Abruzzo è stata scelta per offrire l'olio che alimenterà la lampada votiva sulla tomba di san Francesco d'Assisi nel 2025. È una gioia che vuole abbracciare ogni realtà ecclesiale e civile, parrocchie e comuni uniti per affidare l'intera Nazione al suo patrono. Il gesto dell'offerta dell'olio, che ogni anno è affidato a una regione italiana, ritorna dopo ventun anni, quando nel 2004 l'Abruzzo era stato protagonista di questo momento. Si tratta di un gesto profondamente simbolico e nello stesso tempo spiritualmente carico di significato. L'olio che alimenta la lampada votiva posta sulla tomba del patrono d'Italia vuole essere segno della preghiera che si eleva al Signore, per l'Italia e per i suoi cittadini.


Il messaggio dei vescovi
di Abruzzo e Molise

Dal 22 agosto al 9 settembre 2025 avremo la possibilità di vivere una delle esperienze più emozionanti per chi crede e per chi ama l'arte e la cultura: all'interno del museo civico del comune di Cerchio sarà stata allestita una mostra dal titolo I giubilei nella storia, un vero excursus tra documenti del 1300, tra cui la bulla indulgentiarum di papa Bonifacio VIII, e opere d'arte uniche nel loro genere.
Sarà anche possibile acquistare l'opuscolo dal titolo I giubilei nella storia, scritto da don Ennio Grossi, responsabile dell'Archivio storico diocesano dei Marsi, con l'introduzione curata da mons. Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche del santo padre dal 2007 al 2021 e attuale vescovo di Tortona.

Orati di apertura

Dal lunedì al venerdì: 09:00-14:00, 17:30-23:00
Sabato e domenica: 17:30-23:00


Il 19 agosto le conclusioni del convegno Povertà culturali e lavoro della terra ieri e oggi, tenuto a Pescina in occasione degli ottocento anni del Cantico delle creature di san Francesco d'Assisi. L'iniziativa è stata inserita nel calendario degli eventi di «Ottocento voci per la terra, festival del creato», un grande percorso celebrativo che sta coinvolgendo le diverse zone pastorali. L'incontro ha visto gli interventi di Antonio De Lellis, coordinatore nazionale di Pax Christi, e di Ernesto Di Renzo, antropologo, direttore scientifico di MarsicaLand. L'appuntamento è l'ultima tappa in preparazione all'evento del 13 e 14 settembre a Pescasseroli, cuore verde e spirituale del parco nazionale d'Abruzzo, dove si svolgerà la due-giorni conclusiva.


Le parole del vescovo Giovanni Massaro

Carissimi,
siamo giunti al termine di questo importante momento di riflessione, e desidero anzitutto ringraziare tutti voi per la partecipazione viva e attenta, così come rivolgo un sentito grazie ai nostri relatori: Antonio De Lellis, di Pax Christi, ed Ernesto Di Renzo, di Marsicaland.
Il titolo di questo convegno ha presentato due realtà solo in apparenza distanti: la povertà culturale e il lavoro della terra. Due ambiti strettamente legati alla dignità dell'uomo, al suo radicamento nel creato, al valore della cura. La terra non è soltanto luogo di fatica, ma anche spazio educativo, relazionale, spirituale. Lavorare la terra è lavorare su sé stessi, è recuperare un rapporto sano con il tempo, con la pazienza, con l'attesa dei frutti. In un tempo dominato dalla fretta e dall'efficienza, questa è una testimonianza controcorrente. Allo stesso modo, parlare di povertà culturale ci costringe a interrogarci su ciò che stiamo trasmettendo alle nuove generazioni. Non è solo mancanza di sapere, ma perdita di senso, smarrimento di radici, dimenticanza della bellezza.
Ignazio Silone, con le sue opere, ha raccontato sì la povertà materiale ma soprattutto quella culturale, che nasce dall'esclusione, dall'indifferenza, dalla perdita di senso. Oggi più che mai abbiamo bisogno di una cultura che metta al centro la persona, il lavoro onesto, la giustizia sociale, il rispetto per il creato.
Il Cantico delle creature ci richiama a tutto questo e il festival del creato, di cui oggi abbiamo celebrato l'ultimo incontro qui a Pescina, ha voluto essere un cammino di consapevolezza e di custodia, una proposta di fraternità con tutto il creato in ascolto dello spirito di san Francesco. Gli ottocento anni del Cantico non sono solo una ricorrenza: sono un invito a rimettere Dio, le persone e il creato al centro della nostra vita personale e comunitaria.
Ci prepariamo ora a vivere l'evento conclusivo a Pescasseroli che si terrà il 13 e 14 settembre, ma quanto abbiamo vissuto in questi quattro incontri deve restare con noi come seme da coltivare. Che il Signore ci doni occhi per vedere, mani per accogliere, e cuore per custodire – la terra, le relazioni, la memoria, la speranza.
Grazie a tutti, e che il Signore vi benedica.

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