Oggi la giornata di fraternità del clero all'abbazia di Casamari: una giornata all'insegna della fraternità, della preghiera e della condivisione quella vissuta questa mattina dai presbiteri e dai diaconi della diocesi di Avezzano in occasione del tradizionale incontro di fine anno pastorale presieduto dal vescovo Giovanni.
La celebrazione ha rappresentato un momento significativo di comunione ecclesiale in uno dei complessi monastici più importanti d'Italia, dichiarato monumento nazionale già dal 1874 e considerato una delle espressioni più significative dell'architettura cistercense nel nostro Paese.
«Sono fiero di voi e vi ringrazio per la vostra presenza e per il vostro prezioso ministero speso con totale dedizione e generosità», ha esordito il vescovo Giovanni nell'omelia rivolta ai confratelli nel sacerdozio e ai diaconi della Chiesa dei Marsi. Il presule ha poi espresso la sua gratitudine per il cammino condiviso: «Sono davvero molto felice di servire la Chiesa dei Marsi che il Signore mi ha affidato e di avere voi come miei compagni di viaggio. Sono grato al Signore per il dono della sua grazia e per le attestazioni di bene, di affetto e di fiducia che quotidianamente ricevo da voi e dai fedeli».
Richiamando il significato profondo dell'incontro, il Vescovo ha sottolineato come la giornata non fosse «un semplice appuntamento nel calendario della diocesi», ma «un dono» e «un'occasione preziosa per riscoprire la bellezza della fraternità sacerdotale e diaconale e ringraziare il Signore per il cammino compiuto in questo anno pastorale».
Nella sua riflessione, prendendo spunto dalle letture del giorno, mons. Giovanni ha invitato sacerdoti e diaconi a rimanere saldamente ancorati a Cristo, sull'esempio del profeta Elia, ricordando che il primo altare da custodire e ricostruire ogni giorno è il rapporto personale con il Signore. Ha esortato quindi il clero a coltivare con fedeltà la vita spirituale, la preghiera e l'Eucaristia, evitando il rischio di trasformarsi in semplici funzionari del sacro.
Particolare attenzione è stata dedicata al valore della comunione ecclesiale. Il Vescovo ha richiamato tutti a essere autentici ministri di unità, mettendo in guardia da invidie, gelosie e pettegolezzi che possono ferire la fraternità sacerdotale. «Nessuno di noi è perfetto, ma tutti siamo fratelli», ha affermato, ricordando come la comunione tra i ministri ordinati nasca dall'unico sacramento dell'Ordine. Nella parte conclusiva dell'omelia, mons. Giovanni ha invitato il clero a essere sempre più «ministri di umanità», capaci di ascoltare, accogliere e comprendere le persone in una società che rischia di diventare sempre più fredda e disumana. «Rimaniamo umani. La gente lo pretende da noi e ne ha diritto», ha detto, incoraggiando tutti a non perdere la capacità di commuoversi davanti alla sofferenza e a custodire la gioia del ministero.
Dopo la celebrazione eucaristica, i partecipanti hanno ricevuto il saluto del padre abate dom Loreto Maria Camilli e hanno preso parte a una visita guidata dell'intero complesso abbaziale. Il percorso ha avuto inizio davanti al maestoso portale caratterizzato da sette fasci di archi a tutto sesto, per poi proseguire all'interno della chiesa a tre navate, con abside e transetto interamente costruiti in pietra lavorata.
Attraverso una porta laterale il gruppo ha visitato l'aula capitolare, l'ambiente più importante dopo la chiesa, e il suggestivo chiostro, impreziosito da una serie di quattro bifore per ogni lato. Dal chiostro si è poi acceduto al grande refettorio, ampio salone a due navate sorretto da imponenti pilastri. La visita si è conclusa tra i giardini dell'abbazia e la splendida biblioteca, custode di un prezioso patrimonio storico e culturale.
Una giornata intensa e ricca di significato che ha segnato la conclusione dell'anno pastorale, rafforzando i legami di fraternità tra i ministri della diocesi e offrendo a tutti un'occasione di rinnovata comunione nella fede e nel servizio alla Chiesa.



