In un tempo in cui il rumore dei conflitti sembra voler coprire ogni altra voce, la città di Avezzano sceglie di non arrendersi. Torna, anche per questo 2026, l'appuntamento con la marcia della pace, che avrà per tema «Una pace disarmata e disarmante». La manifestazione unisce diverse realtà del territorio in un unico obiettivo: testimoniare che essere uomini e donne di pace è una scelta quotidiana. La marcia, promossa dalla Tavola della pace, si terrà domenica 8 febbraio e non è un evento isolato, ma il culmine di un cammino di riflessione.
Il primo passo è stato compiuto il 23 gennaio presso la parrocchia di San Michele arcangelo a San Pelino, dove tanti giovani hanno riflettuto sulla situazione geopolitica sulla striscia di Gaza e le ingiustizie che quei popoli vivono; dopo l'introduzione al tema a cura del parroco don Antonio Allegritti, è seguito un confronto e la consegna di domande e spunti di riflessione, da portare a casa per essere utilizzati come bagaglio per il proprio cammino personale.
Il prossimo appuntamento preparatorio è fissato per venerdì 6 febbraio alle 18:30. Sarà un interessantissimo incontro sul tema «Ecologia integrale: percorsi di giustizia e di pace», a cura di don Bruno Bignami, per giovani e adulti.
Infine domenica 8 febbraio, alle 16:30, il cammino in città prenderà vita, stavolta marciando con un percorso alternativo.
L'appuntamento infatti sarà al campetto dietro la chiesa di San Rocco, si attraverserà piazza Risorgimento e si concluderà nella chiesa di San Pio X. Se negli anni passati il corteo ha unito il nord e il sud di Avezzano, questa traiettoria est-ovest va a intersecarsi con i percorsi precedenti. Il risultato è una croce ideale tracciata sulla mappa della città: il segno di quella pace estrema che Gesù ha portato sulla terra e che oggi noi siamo chiamati a rigenerare con i nostri passi. Durante il tragitto, tra i vari segni forti che si vivranno, la comunità condividerà la luce di Betlemme, giunta ad Avezzano il 13 dicembre scorso e da allora diffusa su tutto il territorio, con particolare attenzione alle realtà che vivono situazioni di maggiore sofferenza.
Inoltre come ogni anno, anche i più piccoli faranno la loro parte: i ragazzi di ogni parrocchia si prepareranno alla marcia realizzando dei salvadanai, che raccoglieranno le offerte destinate alla Fraternità «La custodia di Terra Santa», un gesto concreto di vicinanza a chi vive nei luoghi del conflitto. In questo cammino, la partecipazione di persone di ogni età diventa essa stessa un messaggio potente: una pace generazionale che ricuce strappi troppo spesso alimentati da visioni diverse. Siamo tutti parte dello stesso presente e della stessa realtà; camminare fianco a fianco significa riconoscersi come compagni di viaggio, unendo l'esperienza degli adulti all'entusiasmo dei giovani e dei bambini.
L'incontro tra questi mondi è di importanza fondamentale per promuovere la vita e opporre una speranza concreta a un mondo che, con troppa facilità, prova a convincerci del contrario.
(di Paolo Buongiovanni, vicepresidente giovani di AC)



