In Quaresima, per rinnovare la fede e la missione, il Vescovo incontra i consigli pastorali parrocchiali. Questo il calendario delle assemblee sinodali foraniali, pensate dalla diocesi per la fase conclusiva del cammino sinodale (2021-2025) che non segna, infatti, la fine del percorso, ma conferma uno stile ecclesiale fondato sul desiderio di camminare insieme, che rappresenta il frutto più autentico dell'esperienza sinodale.
Dopo la pubblicazione del documento nazionale Lievito di pace e di speranza e per dare seguito al sussidio diocesano «Prendi il largo», consegnato lo scorso 28 dicembre alla comunità diocesana dei Marsi, il vescovo Giovanni Massaro presiederà, in questo tempo di Quaresima, le assemblee sinodali nelle diverse zone pastorali della diocesi. Sarà un momento di formazione e approfondimento sui contenuti del sussidio «Prendi il largo» che guiderà i fedeli e le comunità a ritrovare nel documento «Lievito di pace e di speranza» quelle proposte concrete che possono facilitare l'attuazione di alcune tra le attenzioni pastorali che sono state proposte dai vescovi italiani.
Tra le priorità indicate: rivedere le forme attuali di trasmissione della fede, soprattutto ai più giovani; far sì che il vasto impegno caritativo-sociale sia radicato nella fede cristologico-trinitaria e in una reale appartenenza ecclesiale; favorire una reale corresponsabilità di tutti i battezzati; individuare modalità per articolare meglio il lavoro delle Conferenze episcopali regionali e quello della Conferenza episcopale italiana per favorire una sinergia e un collegamento reali tra i due livelli; rispondere all'urgenza di riconfigurare le comunità cristiane perché siano luoghi di autentica esperienza ecclesiale; immaginare modi nuovi di gestire e amministrare le strutture a disposizione.
Le assemblee saranno occasione preziosa di dialogo, confronto e discernimento, inserita in un tempo liturgico che negli anni si è rivelato particolarmente favorevole per ritrovarsi nelle foranie e vivere momenti significativi di preghiera, ascolto reciproco e condivisione. A ogni assemblea sinodale foraniale, insieme ai parroci, ai religiosi e ai diaconi, parteciperanno tutti i membri dei consigli pastorali parrocchiali appartenenti alla zona pastorale. Le assemblee, che si svolgeranno il sabato pomeriggio dalle 15:30 alle 18:00, sono precedute da un lavoro preparatorio nelle singole parrocchie, che convergerà nei lavori di gruppo e condivisione nell'incontro foraniale.



Chiamati al largo
Per rinnovare la fede e la missione

Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa dei Marsi, all'inizio di questo tempo santo di Quaresima, desidero raggiungere ciascuno di voi – famiglie, giovani, anziani, consacrati, presbiteri e diaconi – con una parola di incoraggiamento e di speranza.
L'icona biblica che accompagna il nostro anno pastorale è il brano di Lc 5,1-11: la chiamata dei primi discepoli sulle rive del lago di Gennesaret. Gesù sale sulla barca di Simone, insegna alla folla e poi rivolge a lui un invito che è anche per noi: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». È una parola che sorprende, soprattutto dopo una notte di fatica e di fallimento. Eppure Pietro si fida: «Sulla tua parola getterò le reti». Da questa fiducia nasce l'abbondanza, ma soprattutto nasce una vocazione: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini».

1. Chiamati al largo
«Prendi il largo» è il titolo che abbiamo scelto per questo anno e che diventa anche il programma della nostra Quaresima. Prendere il largo significa:

  • uscire dalla riva delle abitudini,
  • non lasciarci paralizzare dalle delusioni,
  • rinnovare la fiducia nella parola del Signore,
  • riscoprirci comunità missionaria.

La Quaresima è il tempo favorevole per ascoltare di nuovo quella voce che sale sulla nostra barca e ci invita a fidarci. Non siamo una Chiesa chiamata a ripiegarsi, ma a lasciarsi guidare da Cristo verso acque più profonde, dove la fede diventa testimonianza e la missione si fa concreta.

2. In ascolto della Parola
Nel suo messaggio per questa Quaresima, papa Leone XIV ci ricorda: «Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito».
E ancora: «La disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l'altro».
L'ascolto è il primo passo per prendere il largo. Come Pietro, anche noi possiamo dire: «Sulla tua parola…». Senza questo ascolto, le nostre reti restano vuote; con esso, anche la fatica si trasforma in fecondità. Il papa ci invita a un ascolto che non si limita alla liturgia, ma che diventa capacità di riconoscere il grido dei poveri, di chi soffre, di chi è escluso. L'ascolto della Parola ci educa ad ascoltare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio.

3. Tre scelte concrete per la Quaresima
Desidero indicare a tutta la diocesi tre scelte concrete, che saranno anche i tre momenti del cammino delle nostre assemblee sinodali foraniali in questo tempo quaresimale: preghiera, discernimento e ascolto.

  • Preghiera
    Prendere il largo significa anzitutto rimanere con Gesù sulla barca. Senza preghiera, la missione si svuota. Vi invito a riscoprire:
    • la centralità dell'Eucaristia domenicale,
    • tempi prolungati di adorazione,
    • la lectio divina personale e comunitaria,
    • la preghiera in famiglia.
    La preghiera dilata il cuore e ci restituisce l'essenziale.
  • Discernimento
    La notte infruttuosa di Pietro diventa feconda quando si lascia guidare dalla parola del Signore. Anche noi siamo chiamati a discernere:
    • quali reti siamo chiamati a gettare oggi,
    • quali scelte pastorali richiedono coraggio e rinnovamento,
    • quali appesantimenti dobbiamo lasciare.
    Il digiuno, come ricorda il santo padre, educa il desiderio e ci aiuta a ordinare la vita. È tempo di scelte sobrie, di parole disarmate, di uno stile più evangelico. Il discernimento è un atto comunitario: lo vivremo nelle assemblee sinodali, come Chiesa che cerca insieme la volontà di Dio.
  • Ascolto
    Ascolto della Parola, ascolto reciproco, ascolto del grido dei poveri.
    Nelle nostre assemblee foraniali vogliamo esercitarci a un ascolto vero, non formale; a un dialogo che non sia strategia, ma disponibilità a lasciarci cambiare. L'ascolto crea comunione e apre cammini di liberazione.

4. Insieme verso la Pasqua
Il vangelo ci dice che, dopo aver tirato le barche a terra, «lasciarono tutto e lo seguirono». La Quaresima ci conduce a questo punto: rinnovare la sequela. Non basta ammirare il miracolo: occorre decidere di seguire.

Chiediamo la grazia di non restare sulla riva, ma di accogliere l'invito del Signore: «Prendi il largo»! Che questa Quaresima sia per tutti noi un tempo di rinnovamento della fede e di slancio missionario. Affido ciascuno di voi al Signore Gesù, che sale sulla nostra barca, e vi accompagno con la mia preghiera e la mia benedizione.

Il vostro vescovo
+ Giovanni


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Il 18 febbraio, mercoledì delle ceneri, inizia il tempo di Quaresima. Il vescovo Giovanni Massaro presiederà la celebrazione eucaristica, con la benedizione e l'imposizione delle ceneri, nella cattedrale dei Marsi alle ore 17:30.


Meditazione
di suor Valeria Marchi

La colletta che ci introduce alla Quaresima così ci fa pregare: «O Dio, nostro Padre, concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male». La preghiera illustra il nostro percorso quaresimale. L'immagine che viene usata è ancor più forte in questi tempi, poiché si tratta di una immagine bellica, anche se si tratta di una battaglia spirituale, interiore. Perché la Chiesa ha avvertito l'esigenza di questa metafora così forte e per noi in questo tempo anche dissonante? Qui c'è in sottofondo il testo di Ef 6,10-17, in cui Paolo svolge diffusamente questa medesima immagine, parlando della battaglia contro il mondo della tenebra, aiutati dall'armatura di Dio, con la cinta della verità, la corazza della giustizia, i calzari dello zelo, lo scudo della fede, l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito. Ora, fra le armi che vengono proposte al cristiano nella suddetta preghiera vi è quello del vero digiuno.
Questa pratica ascetica e penitenziale fa parte delle armi offerte in aiuto nel combattimento contro lo spirito del male. Non, dunque, un cammino di perfezione personale, ma una risposta personale e comunitaria contro l'esperienza del male che sempre ci colpisce e ci isola. Il tempo della Quaresima si offre davanti a noi come un'occasione impegnativa di conversione.
Nella orazione di colletta su cui stiamo riflettendo, utilizzando l'immagine bellica, terribile e forte, c'è però anche la non meno drammatica realtà del male che ognuno di noi può sperimentare. Immaginiamo dunque la preghiera, il digiuno e l'elemosina come le armi principali da ricevere come indispensabile e comune aiuto per affrontare una lotta interiore. Come vivere questo cammino di conversione? Il cuore nella tradizione biblica è la sede delle scelte, luogo del discernimento di pensieri e sentimenti. Ritornare al Signore con tutto il cuore vuol dire verificare la qualità della nostra relazione con Dio in pensieri e sentimenti; riconoscere l'orientamento del nostro cuore che come un navigatore ci indica il percorso da fare. Il Signore ci chiede di vivere un amore sincero, reale, concreto e quindi di verificare le intenzioni con cui agiamo.
Tutto parte dal riconoscere le nostre luci e ombre, le nostre qualità e potenzialità, i nostri peccati, le nostre fragilità. Dopo aver riconosciuto ciò che ci rende schiavi, che non ci permette di vivere autenticamente la nostra vita come persone libere nei nostri affetti e nelle nostre azioni, allora sarà possibile intraprendere un cammino di liberazione facendoci guidare dalla parola di Dio. Il segno delle ceneri richiama la prassi antica del popolo d'Israele che usava la cenere e il cilicio o il sacco come forma penitenziale per mortificare la propria carne, la propria superbia e l'orgoglio.
Il Vangelo di Matteo, nel contesto del grande discorso della montagna, ci offre tre suggerimenti di forme penitenziali con le quali il credente è invitato a convertirsi: l'elemosina, la preghiera e il digiuno. L'attenzione ai poveri con la carità concreta è la prima forma per espiare i peccati, come ricorda Tb 12,9: «L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l'elemosina godranno lunga vita». Uno dei termini più usati per esprimere questo gesto di carità è «giustizia». È un'opera che rende giustizia al povero e rende giusto chi la pratica, attivando un processo virtuoso di liberazione dal possedere in maniera dispotica.
Una seconda, si tratta molto di più che pronunciare preghiere o formule già stabilite. Si tratta di uno stare al cospetto di Dio per riconoscere in lui il Signore della vita a cui si consegna tutto. La preghiera fatta in segreto non esclude quella comunitaria e pubblica, ma è il modo attraverso il quale si riconosce la signoria di Dio nella nostra vita: lui è il vero protagonista.
La terza pratica è il digiuno. Non si tratta di fare diete forzate, ma di un distacco interiore da ciò che è necessario, in primo luogo del cibo, ma potrebbe essere anche altro. La sapienza antica prevedeva nel digiuno un riequilibrio interiore dalle passioni che sfigurano l'animo umano, aiutandolo ad andare all'essenziale. State attenti, ci chiede il Signore nel vangelo, non solo di praticare queste opere, ma di compierle con riservatezza e nell'umiltà, senza esibizione. Gesù ci ricorda di non ostentare, non dimostrare per ottenere ammirazione, ma vivere una relazione intima, segreta con lui, senza attendere il riconoscimento ufficiale da parte degli altri. L'unica ricompensa da attendere è quella del Padre, che vede nel segreto. Così come la preghiera può essere una “maschera”, un apparire, mentre il Signore ci chiede di entrare nella stanza, cioè nel luogo più intimo e segreto della casa.
Ecco, allora, che l'elemosina, la preghiera e il digiuno sono occasioni per interrogarci sul nostro stile di essere cristiani ogni giorno, non solo nei periodi forti dell'Avvento o della Quaresima. La conversione e la santificazione di ciascuno o di ciascuna di noi è un cammino che impegna tutta la nostra esistenza.


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