Nella mattinata di sabato 6 dicembre, a seguito degli incontri avvenuti giovedì 4 dicembre – prima in episcopio e poi presso l'Istituto Don Orione di Avezzano – durante i quali padre Giovanni Carollo, direttore provinciale della Piccola opera della divina Provvidenza, ha annunciato il ritiro, previsto per giugno, della comunità dei padri orionini di Avezzano, il vescovo Giovanni Massaro ha contattato telefonicamente il direttore generale della congregazione, don Tarcisio Gregorio Vieira.
Già nel mese di giugno scorso, in vista del consiglio provinciale del 1° luglio, che avrebbe deliberato sull'eventuale soppressione della comunità, il vescovo aveva inviato una accorata lettera al provinciale, invitando lui e il consiglio a riconsiderare una decisione che appariva già definita. Un'altra lettera gli è stata inviata, sempre dal vescovo Giovanni, lo scorso 14 ottobre.
Nel colloquio con il direttore generale, il vescovo Giovanni ha ribadito quanto già espresso al direttore provinciale, sottolineando l'altissimo valore spirituale della presenza orionina in città, custode della memoria di san Luigi Orione, che proprio ad Avezzano donò la sua vita. Dopo il terremoto del 13 gennaio 1915, che rase al suolo la città e molti paesi della piana del Fucino, don Orione accorse nella Marsica, vivendo tra le macerie, accanto ai sopravvissuti: consolò, curò, ascoltò, organizzò soccorsi. Il seme della sua opera educativa e assistenziale è ancora oggi vivo nella Marsica.
Durante il suo soggiorno ad Avezzano, don Orione ebbe intensi rapporti con molti giovani, tra cui Ignazio Silone, allora un ragazzo orfano e profondamente ferito nell'anima. L'incontro con il santo lasciò in lui un segno profondo, riconoscibile in molte pagine dei suoi romanzi. Anche san Giovanni Paolo II, in visita ad Avezzano il 24 marzo 1985 per la solennità di san Giuseppe, ricordò con commovente elogio l'eroica carità di don Orione.
Il legame tra don Orione e la Marsica è forte e radicato. La città di Avezzano gli ha conferito il titolo di benefattore della Marsica. Il vescovo emerito, mons. Pietro Santoro – predecessore di mons. Massaro – ha riconosciuto san Luigi Orione come patrono dei volontari della Marsica e ha istituito, il 16 maggio, anniversario della sua canonizzazione, la solenne festa del volontariato.
La partecipazione di autorità regionali, sindaci marsicani, sacerdoti e numerosi fedeli all'incontro con padre Giovanni Carollo del 4 dicembre testimonia visivamente questo legame profondo.
Nei mesi scorsi, su richiesta del direttore provinciale, il vescovo Giovanni aveva inoltre avviato la procedura per l'intitolazione dell'attuale santuario Madonna del Suffragio a san Luigi Orione: sarebbe stato il primo santuario in Italia dedicato al fondatore. Dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni dal Dicastero per il culto divino, dal collegio dei consultori e dal consiglio presbiterale, l'iter è stato però sospeso dalla congregazione dei padri orionini, suscitando amarezza tra il clero e i fedeli.
Il vescovo ha evidenziato anche come l'ipotesi, avanzata dal direttore provinciale, di inviare un sacerdote orionino soltanto nel fine settimana sia insufficiente, poiché il santuario è meta quotidiana di numerosi devoti. La soppressione della comunità di Avezzano comporterebbe inoltre la chiusura dell'unica presenza orionina rimasta in Abruzzo, una regione che ha donato trentanove vocazioni – molte delle quali nate proprio nella Marsica – tra cui quella di don Gaetano Piccininni.
Don Tarcisio Vieira ha ascoltato con grande attenzione le parole del vescovo Giovanni, riconoscendo che esse scaturiscono da profondo amore verso san Luigi Orione e da sincera stima per la congregazione. Ha assicurato che riferirà tutto al consiglio generale, che si riunirà nei prossimi giorni. Anche don Giovanni Carollo, a conclusione degli incontri avvenuti il 4 dicembre, ha garantito che tutte le considerazioni emerse sarebbero state riportate nel prossimo consiglio provinciale.
Il vescovo Giovanni e il consiglio presbiterale diocesano, riunitosi questa mattina, auspicano che la decisione di ritirare la comunità possa essere rivista. La comunità orionina di Avezzano è stata, per decenni, un faro nella tempesta, un punto di riferimento per intere generazioni di cristiani e una fonte spirituale per gli ospiti e il personale della RSA dell'Istituto Don Orione. La sua chiusura rappresenterebbe una ferita profonda per il popolo marsicano, che ha sempre guardato alla presenza orionina con riconoscenza, affetto e stima.
Nei giorni scorsi, il vescovo Giovanni ha inoltre inviato una lettera a suor Nitya Biji, madre generale delle suore francescane di Maria Immacolata, che prestano un prezioso servizio infermieristico presso la RSA dell'Istituto Don Orione, avendo appreso da diverse fonti della possibile chiusura anche di questa comunità. Anche a lei ha rivolto un forte invito a riconsiderare tale eventuale scelta.

Avezzano, 9 dicembre 2025


 

L'invito alla presentazione del libro di preghiere dal titolo «In orando nos semper sumus. Elevare l'anima a Dio» di Angelo Pellegrino. L'evento si terrà nella splendida cornice dell'auditorium del castello Orsini di Avezzano, il prossimo mercoledì 10 dicembre alle ore 15:30. Alla presentazione, tra gli altri, parteciperanno anche il vescovo Giovanni Massaro, il diacono Tonino Masci e il responsabile della pastorale giovanile don Antonio Allegritti.
«In orando nos semper sumus. Elevare l'anima a Dio», è una raccolta di preghiere scritte da un laico marsicano, Angelo Pellegrino. L'autore condivide riflessioni e sentimenti autentici nati dalle esperienze vissute nella gioia, nel dolore e nelle fatiche della vita. Il volume è diviso in quattro parti, come le categorie della preghiera cristiana: lode e gloria, intercessione, ringraziamento e richiesta. La presentazione del libro è stata scritta dal vescovo Giovanni Massaro, che sottolinea come sia «particolarmente significativo che questo libretto venga pubblicato proprio nell'anno giubilare della speranza», dedicato alla preghiera, «le parole di un laico che si fa voce orante diventano un dono prezioso per tutta la comunità».
Nella prefazione, invece, il diacono Antonio Masci afferma che «la preghiera è poesia» in quanto l'orante «esterna il suo sentimento di lode, di amore, di ringraziamento verso il Creatore» e «in queste preghiere si legge un cuore che palpita». Le preghiere toccano temi universali come l'amore incondizionato di Gesù, la fragilità umana, il bisogno di pace interiore, la gratitudine.
Don Antonio Allegritti, nell'introduzione, evidenzia come l'autore risponda poeticamente alla domanda su “come pregare”, unendo parola poetica e slancio orante per restituire all'uomo la sua humanitas in un'epoca frenetica.


La Chiesa marsicana si unisce con grande affetto e in comunione di preghiera al grave lutto della diocesi albanese di Sapë per l’improvvisa morte – a soli 52 anni – del vescovo Simon Kulli, avvenuta a causa di un infarto questa mattina. Kulli, vescovo nella terra di missione diocesana fondata dal nostro don Antonio Sciarra, diverse volte ha accolto le delegazioni marsicane in visita e in servizio in Albania ed è anche stato ospite qui ad Avezzano, accolto dal vescovo Massaro.

Ecco il messaggio del vescovo Giovanni Massaro, per conto della comunità ecclesiale marsicana, a don Robert Kola, rivolto alla diocesi. Domenica 7 dicembre il Vescovo Giovanni celebrerà alle ore 12:00 nella chiesa cattedrale di Avezzano la santa Messa in suffragio di mons. Simon Kulli.
«Non appena mi è giunta la notizia della morte improvvisa – scrive Massaro – del fratello vescovo mons. Simon Kulli, grande è stato il mio dolore, così come quello dell'intera diocesi di Avezzano, che subito è stata informata del triste evento. Conservo nel cuore un ricordo vivo e grato dei giorni trascorsi insieme ad Avezzano con mons. Kulli, così come dei giorni che io stesso e diversi fedeli marsicani abbiamo condiviso nei nostri viaggi in Albania. In lui abbiamo sempre incontrato un pastore cordiale, generoso, disponibile; un uomo innamorato di Gesù, umile servitore della Chiesa e vicino alla sua gente. Il legame tra la diocesi di Sape e la diocesi dei Marsi è stato per mons. Kulli un dono prezioso da custodire e accrescere, nel solco tracciato dall'instancabile opera di don Antonio Sciarra, il sacerdote marsicano che ha speso la sua vita in terra d'Albania. L'improvvisa scomparsa di mons. Kulli lascia ora un vuoto profondo nelle nostre due Chiese sorelle. Avrei desiderato, insieme ad alcuni fedeli di Avezzano, partecipare alle esequie presso la cattedrale di Lac-Vau Dejes; purtroppo, per motivi improrogabili, non mi sarà possibile. Domani mattina, tuttavia, celebrerò la santa Messa in suo suffragio con un gruppo di religiose e fedeli e, nei prossimi giorni, un'altra celebrazione si terrà nella nostra cattedrale di Avezzano, alla presenza dei tanti marsicani legati alla terra albanese e che hanno conosciuto e stimato Mons. Kulli. Ricorderemo con affetto la sua figura e la sua testimonianza. Pregheremo per lui, affinché il Signore lo accolga e gli doni il premio promesso ai suoi servi buoni e fedeli. E pregheremo per tutta la diocesi di Sape, perché il Signore conceda forza a ciascuno di voi. Dio fatto uomo per la nostra salvezza vi doni pace e consolazione».


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