Si conclude oggi il corso di esercizi spirituali guidato dal nostro vescovo Giovanni Massaro presso la Casa Domus Mariae, accanto al santuario della Madonna di Pietraquaria di Avezzano. Giorni intensi di meditazione sul tema La preghiera del Signore: la regola d'oro della vita consacrata. Il Padre nostro è la sintesi del vangelo e il modello perfetto per la vita spirituale e la missione; per tutti i consacrati, può diventare la regola suprema della loro consacrazione.
PROGRAMMA ESERCIZI SPIRITUALI 2026
Ricordiamo che dal mese di ottobre 2025 la Casa Domus Mariae è gestita con dedizione dalle suore zelatrici del Sacro Cuore Ferrari, da sempre impegnate in attività educative e assistenziali nel segno dell'amore per il Sacro Cuore di Gesù. Un'oasi di pace a pochi minuti dal centro di Avezzano. Il cammino di preghiera continua... Ecco i prossimi appuntamenti in programma per l'estate.
12-18 LUGLIO | don Antonio Allegritti Pregate il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe.
19-25 LUGLIO | Don Giampaolo Boffelli Perdonare per...donarsi. Alla scuola della Parola per comprendere e vivere il perdono.
2-8 AGOSTO | Don Adriano Principe Gesù guarisce il tuo cuore.
16-22 AGOSTO | S.E. Mons. Antonio D'Angelo Salmo 133,1: «Ecco come è bello e come è dolce che i fratelli vivano insieme».
23-29 AGOSTO | Don Enzo Massotti Conoscere il proprio cuore. Il combattimento contro i vizi capitali.
30 AGOSTO - 5 SETTEMBRE | Don Alessandro Benzi «Voi invece, chi dite che io sia?» (Mc 8,29). Camminando con Gesù verso la Pasqua della vita.
INFO E PRENOTAZIONI Per partecipare o richiedere informazioni sui posti disponibili: 📞 Telefono: 350 526 3524 📧 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 🌐 Sito web: https://www.madonnadipietraquaria.org/domus-mariae/
«Il mondo ha bisogno di voi»: il vescovo Giovanni Massaro incoraggia i maturandi della Marsica nella notte prima degli esami. Queste le parole rivolte dal presule a migliaia di giovani riuniti ieri sera in piazza Risorgimento ad Avezzano. Carissimi ragazzi, l’appuntamento degli esami di maturità, che vivrete a partire da domani, costituisce una tappa importante della vostra vita, perché segna il vostro ingresso, da adulti, nel mondo. Un mondo bello, ma malato. Malato di violenza e di guerre, nel quale sono ancora tanti coloro che muoiono sotto le bombe; un mondo in cui è più facile offendere che parlare, odiare più che ragionare, alzare muri piuttosto che costruire ponti. Un mondo in cui parole normali come pace e dialogo sono diventate “rivoluzionarie”. Un mondo in cui l’intelligenza artificiale è capace di tutto, ma non è capace di amare. Ecco perché questo mondo ha bisogno di voi. Ha bisogno di giovani che sappiano amare e rispondere al male con il bene, che sappiano dire sì alla vita, che sappiano sognare, che non abbiano paura di chiedere aiuto, che sappiano rialzarsi quando cadono. Che sappiano guardare l’altro, anche se viene da lontano, come un dono e mai come un nemico. Non vi auguro una vita facile, perché non esiste per nessuno, ma una vita piena. Vi auguro amicizie vere, preziose e anche un po’ scomode, che non vi dicano sempre tutto quello che volete sentire. Vi auguro di non dimenticare mai le vostre origini. Siate orgogliosi di essere marsicani e di portare questo marchio ovunque andiate, senza temere di essere da meno rispetto agli altri. E se doveste allontanarvi dalla Marsica per ragioni di studio o di lavoro, vi auguro di ritornarci, prima o poi, per aiutare questo nostro stupendo territorio a crescere sempre di più. Come vescovo e padre, vi benedico con la gioia e la certezza che il meglio per voi deve ancora arrivare. Buon cammino, buona maturità, buona vita!
Una cerimonia semplice, intensa e partecipata ha accompagnato l’intitolazione degli spazi sportivi della parrocchia del Sacro Cuore di Celano alla memoria dell’amato sacerdote don Claudio Ranieri. L’iniziativa si è svolta nel pomeriggio della solennità del Sacro Cuore, al termine della celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giovanni Massaro e concelebrata dal parroco don Gabriele Guerra. Proprio don Gabriele ha sottolineato come l’evento sia stato organizzato «in uno stile sobrio», in piena sintonia con il modo di essere di don Claudio, sacerdote che ha lasciato un segno profondo nella vita religiosa e sociale della comunità celanese.
Durante l’omelia, il vescovo ha tracciato un intenso profilo umano e spirituale di don Claudio, inserendo la sua testimonianza nel significato della solennità del Sacro Cuore. Il presule ha ricordato come il Cuore di Gesù riveli il volto di un Dio che ama gratuitamente, accoglie, ascolta e non abbandona mai l’uomo nelle sue fragilità. In questo contesto ha evidenziato come don Claudio abbia saputo incarnare concretamente questi valori, dedicando gran parte del suo ministero ai giovani e alla crescita della comunità. Il vescovo ha ricordato che la memoria cristiana non è semplice nostalgia del passato, ma gratitudine che genera futuro. Per questo l’intitolazione degli spazi sportivi non rappresenta soltanto un omaggio, ma la consegna alle nuove generazioni di una preziosa eredità educativa. Don Claudio, infatti, comprese che evangelizzare significava anche creare luoghi di incontro, amicizia e crescita umana, facendo dell’oratorio un punto di riferimento per tanti ragazzi. Particolarmente significativo è stato il momento dello svelamento della targa commemorativa e della benedizione degli impianti sportivi. Rivolgendosi ai numerosi giovani presenti, il vescovo li ha invitati a fare propri gli insegnamenti e i valori trasmessi da don Claudio. Ha ricordato che la felicità non si costruisce attraverso il possesso dei beni materiali né attraverso risposte facili e superficiali alle sfide della vita. «Lo sport - ha sottolineato il presule - rappresenta una vera palestra di umanità perché educa al sacrificio, all’onestà, alla capacità di accettare le sconfitte e di costruire relazioni autentiche. La vera vittoria – ha evidenziato – non consiste nel prevalere sugli altri, ma nel crescere insieme come persone». Un appello è stato rivolto anche agli adulti, chiamati a essere educatori credibili. Il vescovo ha ricordato che i giovani hanno bisogno soprattutto di tempo, ascolto, fiducia e amore, più che di beni materiali. «I ragazzi – ha affermato – cercano adulti capaci di accompagnarli, comprenderli e sostenerli nel loro cammino di crescita». A conclusione della cerimonia, il presule ha ringraziato tutti i presenti per la partecipazione e, con parole cariche di affetto, ha aggiunto: «Dal paradiso don Claudio oggi pomeriggio ha aperto una finestrella e ha partecipato con gioia a questa semplice cerimonia, offrendoci ancora una volta il suo sorriso, così come era solito fare quando era qui tra noi». Un pensiero che ha suscitato emozione tra i presenti e che ha idealmente suggellato una giornata di fede, memoria e gratitudine, nel segno di un sacerdote che continua a vivere nel cuore della sua comunità.
Oggi la giornata di fraternità del clero all'abbazia di Casamari: una giornata all'insegna della fraternità, della preghiera e della condivisione quella vissuta questa mattina dai presbiteri e dai diaconi della diocesi di Avezzano in occasione del tradizionale incontro di fine anno pastorale presieduto dal vescovo Giovanni. La celebrazione ha rappresentato un momento significativo di comunione ecclesiale in uno dei complessi monastici più importanti d'Italia, dichiarato monumento nazionale già dal 1874 e considerato una delle espressioni più significative dell'architettura cistercense nel nostro Paese. «Sono fiero di voi e vi ringrazio per la vostra presenza e per il vostro prezioso ministero speso con totale dedizione e generosità», ha esordito il vescovo Giovanni nell'omelia rivolta ai confratelli nel sacerdozio e ai diaconi della Chiesa dei Marsi. Il presule ha poi espresso la sua gratitudine per il cammino condiviso: «Sono davvero molto felice di servire la Chiesa dei Marsi che il Signore mi ha affidato e di avere voi come miei compagni di viaggio. Sono grato al Signore per il dono della sua grazia e per le attestazioni di bene, di affetto e di fiducia che quotidianamente ricevo da voi e dai fedeli». Richiamando il significato profondo dell'incontro, il Vescovo ha sottolineato come la giornata non fosse «un semplice appuntamento nel calendario della diocesi», ma «un dono» e «un'occasione preziosa per riscoprire la bellezza della fraternità sacerdotale e diaconale e ringraziare il Signore per il cammino compiuto in questo anno pastorale». Nella sua riflessione, prendendo spunto dalle letture del giorno, mons. Giovanni ha invitato sacerdoti e diaconi a rimanere saldamente ancorati a Cristo, sull'esempio del profeta Elia, ricordando che il primo altare da custodire e ricostruire ogni giorno è il rapporto personale con il Signore. Ha esortato quindi il clero a coltivare con fedeltà la vita spirituale, la preghiera e l'Eucaristia, evitando il rischio di trasformarsi in semplici funzionari del sacro. Particolare attenzione è stata dedicata al valore della comunione ecclesiale. Il Vescovo ha richiamato tutti a essere autentici ministri di unità, mettendo in guardia da invidie, gelosie e pettegolezzi che possono ferire la fraternità sacerdotale. «Nessuno di noi è perfetto, ma tutti siamo fratelli», ha affermato, ricordando come la comunione tra i ministri ordinati nasca dall'unico sacramento dell'Ordine. Nella parte conclusiva dell'omelia, mons. Giovanni ha invitato il clero a essere sempre più «ministri di umanità», capaci di ascoltare, accogliere e comprendere le persone in una società che rischia di diventare sempre più fredda e disumana. «Rimaniamo umani. La gente lo pretende da noi e ne ha diritto», ha detto, incoraggiando tutti a non perdere la capacità di commuoversi davanti alla sofferenza e a custodire la gioia del ministero. Dopo la celebrazione eucaristica, i partecipanti hanno ricevuto il saluto del padre abate dom Loreto Maria Camilli e hanno preso parte a una visita guidata dell'intero complesso abbaziale. Il percorso ha avuto inizio davanti al maestoso portale caratterizzato da sette fasci di archi a tutto sesto, per poi proseguire all'interno della chiesa a tre navate, con abside e transetto interamente costruiti in pietra lavorata. Attraverso una porta laterale il gruppo ha visitato l'aula capitolare, l'ambiente più importante dopo la chiesa, e il suggestivo chiostro, impreziosito da una serie di quattro bifore per ogni lato. Dal chiostro si è poi acceduto al grande refettorio, ampio salone a due navate sorretto da imponenti pilastri. La visita si è conclusa tra i giardini dell'abbazia e la splendida biblioteca, custode di un prezioso patrimonio storico e culturale. Una giornata intensa e ricca di significato che ha segnato la conclusione dell'anno pastorale, rafforzando i legami di fraternità tra i ministri della diocesi e offrendo a tutti un'occasione di rinnovata comunione nella fede e nel servizio alla Chiesa.