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Signore Gesù, tu sei «la nostra pace»

Canto d’inizio
Davanti a questo amore

Hai disteso le tue braccia anche per me, Gesù.
Dal tuo cuore, come fonte, hai versato pace in me,
cerco ancora il mio peccato, ma non c'è.
Tu da sempre vinci il mondo dal tuo trono di dolore.

Dio, mia grazia, mia speranza,
ricco e grande redentore.
Tu, re umile e potente, risorto per amore,
risorgi per la vita.
Vero agnello senza macchia,
mite e forte salvatore sei.
Tu, re povero e glorioso, risorgi con potenza.
Davanti a questo amore, la morte fuggirà


Prima della passione hai detto: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv 14,27). Signore, abbiamo bisogno della tua pace, di quella pace che con le nostre sole forze non riusciamo a costruire. Abbiamo bisogno di sentirci ripetere quelle parole con cui, una volta risorto, per tre volte hai rinfrancato i cuori dei discepoli: «Pace a voi!» (Gv 20,19.21.26). Gesù, che per noi abbracci la croce, guarda la nostra terra assetata di pace, mentre il sangue dei tuoi fratelli e delle tue sorelle continua a essere versato e le lacrime di tante madri che perdono i figli in guerra si mischiano a quelle della tua santa Madre. Anche tu, Signore, hai pianto su Gerusalemme perché non aveva riconosciuto la via della pace (cf. Lc 19,42).
Signore Gesù, alla tua nascita gli angeli in cielo hanno proclamato: «Sulla terra pace agli uomini» (Lc 2,14). Ora al cielo salgono le nostre preghiere per attirare la «pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi» (Pacem in terris 1). Preghiamo implorando quella pace che ci hai affidato e che non riusciamo a custodire. Gesù, dalla croce abbracci il mondo intero: perdona i nostri errori, guarisci i nostri cuori, donaci la tua pace.

Canone

Ubi caritas
et amor,
ubi caritas
Deus ibi est.


Prima stazione:
Gesù è condannato a morte

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Matteo (27,26). Allora Pilato rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Gesù è condannato e morte. Gesù è condannato a morte anche da noi stessi ogni qualvolta preferiamo avere le mani legate invece di mani operose per il bene altrui. Scusaci, Signore, per la nostra ingratitudine. Scusaci, Signore, per la nostra indifferenza e per il nostro egoismo. Scusaci, Signore, per la nostra superficialità e per la nostra mentalità poco evangelica. Scusaci, Signore, per la nostra paura di dimostrare di essere tuoi amici. Scusaci, Signore.
(I ragazzi della parrocchia di Ortucchio)

Preghiamo dicendo: Illuminaci, Signore Gesù!
Quando crediamo di avere sempre ragione:
Quando condanniamo senza appello i fratelli:
Quando chiudiamo gli occhi davanti all’ingiustizia:
Quando soffochiamo il bene attorno a noi:

Canone

Per crucem et passionem tuam,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
Domine.
Per crucem et passionem tuam,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
libera nos Domine, Domine.
Per sanctam resurrectionem tuam,
libera nos Domine,
libera nos Domine,
libera nos Domine, Domine.


Seconda stazione:
Gesù è caricato della croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dalla Prima lettera di Pietro (2,24).
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.

Gesù è caricato della croce. Dinanzi alle sofferenze di una umanità malata nel cuore, Gesù si addossa i peccati che impediscono all'uomo di tutti i tempi di entrare nel cuore tenero di Dio, e allora prende su di sé il nostro cuore di pietra per ridonargli la gioia di sapere amare. Il cuore di noi giovani spesso vive nella totale solitudine. Chiediamo a Gesù la guarigione del cuore, per riscoprire la bellezza dello stare insieme ed essere costruttori di un mondo di pace, guardando sempre di più quello che ci unisce e non quello che ci divide.
(I ragazzi della parrocchia di Trasacco)

Preghiamo dicendo: Liberaci, Signore Gesù!
Dalle facili condanne del prossimo:
Dai giudizi affrettati:
Dalle critiche e dalle parole inutili:
Dalle chiacchiere distruttrici:

Canone

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi,
chi ha Dio niente gli manca.
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi,
solo Dio basta.


Terza stazione:
Gesù cade per la prima volta

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Libro del profeta Isaia (53,4-5).
Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità.

Gesù cade per la prima volta. Per noi adolescenti una delle sofferenze più grandi è la delusione di un’amicizia in cui avevamo riposto la nostra fiducia, la credevamo perfetta e sicura, ma poi è arrivata la caduta. Abbiamo pensato solo ai nostri problemi sottovalutando quelli dell’altro: la superbia ha prevalso sull’umiltà; il giudizio sull’empatia; la mancanza di dialogo sulla comprensione. Sul tuo esempio, Signore, vogliamo trovare la forza per rialzarci e camminare insieme, mai soli, mano nella mano verso la pace.
(I ragazzi della parrocchia di Carsoli)

Preghiamo dicendo: Rialzaci, Signore Gesù! Dalle nostre pigrizie:
Dalle nostre cadute:
Dalle nostre tristezze:
Dal pensare che aiutare gli altri non tocchi a noi:

Canone

Oh, oh, oh,
adoramus te, Domine.


Quarta stazione:
Gesù incontra la Madre

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Luca (2,34-35).
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

Nella quarta stazione della via crucis Gesù incontra sua madre, Maria, lungo il cammino verso la crocifissione. Questo momento simboleggia la sofferenza e il dolore che vengono condivisi tra madre e figlio in un momento così difficile. Guardando ai nostri giorni, vogliamo riflettere su quante volte decidiamo di non aprirci, non parlare, non condividere i nostri stati d’animo con i nostri genitori. È come se preferissimo chiuderci a guscio impedendo loro di darci sostegno, quel sostegno che, in questa tappa, è rappresentato da Maria.
(I giovanissimi dell’Ac di Celano, San Giovanni)

Preghiamo dicendo: Donaci di riconoscerti, Signore Gesù!
Nel volto sfigurato di chi soffre:
Nei piccoli e nei poveri:
In chi invoca un gesto d’amore:
Nei perseguitati a causa della giustizia:

Canone

Tu sei re, tu sei re, sei re, Gesù!
Tu sei re, tu sei re, sei re, Gesù!

Noi eleviamo i nostri cuori,
noi eleviam le nostre mani
rivolte verso il tuo trono lodando te.


Quinta stazione:
Gesù viene aiutato dal Cireneo

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Luca (23,26).
Mentre i soldati lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.

Aiutare chi si trova in difficoltà per convinzione o per istinto fa parte dell’indole umana e questa immagine ne è l’esempio. Il Cireneo, forse, si sarebbe potuto rifiutare, essendo stanco del lavoro nei campi, ma ha accettato di aiutare Gesù. Questo ci fa capire che anche nel momento più difficile della vita, può arrivare inaspettatamente un atto di benevolenza da parte di qualcuno che in quel momento si trova vicino, prossimo a noi. Questo qualcuno non è da escludere che sia uno ritenuto malvagio o non idoneo! Spesso è facile dire «vado io ad aiutare», ma nella realtà dei fatti ne siamo veramente capaci?.
(Gli scout RYS di Tagliacozzo)

Preghiamo dicendo: Perdonaci, Signore Gesù!
Ti abbiamo disprezzato negli sventurati:
Ti abbiamo ignorato nei bisognosi di aiuto:
Ti abbiamo abbandonato negli indifesi:
Non ti abbiamo servito nei sofferenti:

Canone

Ubi caritas
et amor,
ubi caritas
Deus ibi est.


Sesta stazione:
la Veronica asciuga il volto di Gesù

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Matteo (25,34-36).
«Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi».

Signore, tu ci doni un link per aiutarci nella ricerca del tuo volto: ci insegni che solo servendo i fratelli più sfortunati noi possiamo servire te. Perché tutto tu condividi con gli uomini: tua è la fame del mondo, tua la sete dell'uomo, tuo l'anelito del diseredato, tua la nudità del povero, tua la necessità del malato, tua la solitudine del colpevole. Donaci sempre, Signore, di scoprirti nel volto dei fratelli; donaci la forza di dare sollievo alle loro sofferenze perché vedano un segno della tua presenza nel mondo; rendici testimoni credibili del tuo amore che fa nuove tutte le cose.
(I ragazzi della parrocchia di Magliano)

Preghiamo dicendo: Donaci il tuo sguardo, Signore Gesù!
Per amare chi non è amato:
Per soccorrere chi ha smarrito la via:
Per prenderci cura di chi patisce violenza:
Per accogliere chi si pente del male:

Canone

Per crucem et passionem tuam,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
Domine.
Per crucem et passionem tuam,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
libera nos Domine, Domine.
Per sanctam resurrectionem tuam,
libera nos Domine,
libera nos Domine,
libera nos Domine, Domine.


Settima stazione:
Gesù cade per la seconda volta

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Matteo (25,37-40).
«Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».

Noi giovani siamo circondati da persone più deboli e spesso fragili, quali amici con situazioni difficili, anche in famiglia ed anziani, come i nostri nonni. In tali situazioni, possiamo essere d’aiuto tramite gesti gratuiti: scommettendo di più su noi stessi, non ignorando i problemi di coloro che ci sono vicini, e non restando indifferenti di fronte alle richieste d’aiuto. Signore, rendici coraggiosi nell’accogliere il prossimo.
(I giovanissimi di Ac di Antrosano)

Preghiamo dicendo: Rendici forti, Signore Gesù!
Nell’ora della prova:
Nella fatica di costruire ponti di fraternità:
Nel portare la nostra croce:
Nel dare testimonianza al Vangelo:

Canone

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi,
chi ha Dio niente gli manca.
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi,
solo Dio basta.


Ottava stazione:
Gesù incontra le donne di Gerusalemme

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Luca (23,27).
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui (Lc 23,27).

Gesù trova forza e tempo per parlare con delle donne, immagine di ogni donna. Cosa direbbe Gesù alle donne di oggi? Cosa direbbe ancora alle donne di Gerusalemme, ucraine, africane, europee? Quale strada indicherebbe? Quelle donne ascoltarono la Parola e furono invitate a rinnovare il loro sguardo sul modo! Oggi quale parola, le donne, sono chiamate a riconoscere, ascoltare, seguire per essere ancora operatrici di cambiamento? Preghiamo il Signore per le donne di oggi: ascoltando e incontrando ancora la Parola possano diventare, nelle varie viae crucis che vivono o che incrociano sul loro cammino, operatrici di pace per trasformare queste viae crucis in viae pacis.
(I ragazzi della parrocchia di Opi)

Preghiamo dicendo: Convertici, Signore Gesù!
Dal commerciare armi senza scrupoli di coscienza:
Dal destinare soldi agli armamenti anziché agli alimenti:
Dalla schiavitù del denaro che provoca guerre e ingiustizie:
Perché si trasformino le lance in falci:

Canone

Oh, oh, oh,
adoramus te, Domine.


Nona stazione:
Gesù cade per la terza volta

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,24-25).
In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.

Gesù, più volte noi cadiamo e spesso più cadiamo e più ci assale lo smarrimento. Siamo accecati! Gesù ti invochiamo, aiutaci a rialzarci: ogni volta che la nostra mente è assorta da turpi pensieri dai quali non riusciamo a trovare una via di fuga; quando scoraggiati pensiamo di non poter raggiungere i nostri obiettivi e di conseguenza non troviamo la forza di perseguirli a causa dell'animo sconfortato. Signore aiutaci a seminare quel chicco d'amore che tu ci hai donato perché, in questo mondo tanto trafitto dalle guerre, ogni uomo possa vivere la vera pace.
(I ragazzi delle parrocchie di Pescina)

Preghiamo dicendo: Risanaci, Signore Gesù!
Dalla paura di non essere amati:
Dalla paura di essere incompresi:
Dalla paura di essere dimenticati:
Dalla paura di non farcela:

Canone

Tu sei re, tu sei re, sei re, Gesù!
Tu sei re, tu sei re, sei re, Gesù!

Noi eleviamo i nostri cuori,
noi eleviam le nostre mani
rivolte verso il tuo trono lodando te.


Decima stazione:
Gesù è spogliato delle vesti

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo (Mc 15,24; Gv 19,24).
I soldati lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Così si compiva la Scrittura, che dice: Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte.

Gesù, ti hanno denudato delle tue vesti, allo stesso tempo della tua libertà e dignità. Questo gesto oggi ci scandalizza, ma in realtà molti di noi spesso lo facciamo e non ce ne rendiamo conto. Spogliamo gli altri di tutto, come accade nelle guerre in ogni angolo del mondo, nonostante tutti sappiamo che è sbagliato. Gli interessi economici e materiali, però, sovrastano quelli morali. Quando condanniamo senza appello i fratelli o quando chiudiamo gli occhi davanti all'ingiustizia, illuminaci Signore Gesù.
(I ragazzi della parrocchia di Castellafiume)

Preghiamo dicendo: Purificaci, Signore Gesù!
Dal risentimento e dal rancore:
Dalle parole e dalle reazioni violente:
Da atteggiamenti che creano divisioni:
Dalla ricerca di apparire umiliando gli altri:

Canone

Ubi caritas
et amor,
ubi caritas
Deus ibi est.


Undicesima stazione:
Gesù è inchiodato alla croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Marco (15,27-30).
Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra. Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!».

Spesso la vita ci insegna che così come Gesù ha trasformato il suo immane dolore in salvezza eterna per gli uomini, nello stesso modo anche quando tutto sembra perduto e doloroso possiamo imparare a vedere oltre la tristezza e trovare la forza interiore per resistere, cercando di trovare la luce che ci guidi in fondo al tunnel. Attraverso Gesù abbiamo l’occasione di vedere la croce non solo come simbolo di sofferenza e dolore ma soprattutto quale segno di speranza e risurrezione. Dall’esperienza della croce si può trovare il coraggio di affrontare anche le circostanze più buie della vita.
(I ragazzi della parrocchia di Capistrello)

Preghiamo dicendo: Guariscici, Signore Gesù!
Dall’incapacità di dialogare:
Dalla sfiducia e dal sospetto:
Dall’impazienza e dalla fretta:
Dalla chiusura e dall’isolamento:

Canone

Per crucem et passionem tuam,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
Domine.
Per crucem et passionem tuam,
libera nos, Domine,
libera nos, Domine,
libera nos Domine, Domine.
Per sanctam resurrectionem tuam,
libera nos Domine,
libera nos Domine,
libera nos Domine, Domine.


Dodicesima stazione:
Gesù muore in croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Luca (23,34.44-46).
Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

Tutto si è concluso ormai, dopo il suo grido «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato». Gesù emette l’ultimo respiro, il Dio fatto carne ha voluto sperimentare la condizione dell’uomo con tutte le sue debolezze e manchevolezze, il suo sentirsi abbandonato, il suo perdere la fiducia e provare il grande dolore nel momento del trapasso. Gesù muore sulla croce per farci capire che la morte non è la fine di tutto ma l’inizio di una nuova vita. In ogni istante accade morte e rinascita: basta sintonizzarci sulla giusta frequenza di silenzio. Quando ci facciamo il segno della croce dichiariamo che abbiamo capito che Cristo Signore non ci lascia soli nell'attraversare la tempesta ma l'attraversa con noi. La croce è una nave che lui conduce dalla quale non vuole scendere, non perché ama l'albero del supplizio, ma perché ama noi che a quell'albero siamo aggrappati per non affondare.
(I ragazzi della parrocchia di Forme)

Preghiamo dicendo: Insegnaci, Signore Gesù!
Ad amare, come tu ci hai amato:
A perdonare, come tu ci hai perdonato:
A fare il primo passo per riconciliarci:
A fare del bene senza esigere il contraccambio:

Canone

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi,
chi ha Dio niente gli manca.
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi,
solo Dio basta.


Tredicesima stazione:
Gesù è deposto dalla croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dalla Lettera ai Romani (8,35.37).
Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati!

Nudo lo accolse bambino tra le braccia la notte di Betlemme e nudo lo raccoglie ora, sul Calvario, uomo dei dolori ma anche uomo Dio che ci ha salvato dai nostri peccati ristabilendo il rapporto con Dio Padre. La verginità, la maternità e la partecipazione responsabile e piena alle sofferenze del figlio vengono esaltate e completate nel fare di Maria, donna sotto la croce, la corredentrice!
(I giovani della Cattedrale)

Preghiamo dicendo: Abbi pietà di noi, Signore Gesù!
Buon pastore, che dai la vita per il tuo gregge:
Tu che morendo hai distrutto la morte:
Tu che trafitto al cuore fai sgorgare la vita:
Tu che dal sepolcro illumini la storia:

Canone

Oh, oh, oh,
adoramus te, Domine.


Quattordicesima stazione:
Gesù è posto nel sepolcro

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,38-40).
Dopo questi fatti, Giuseppe di Arimatea chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di aloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi.

Davyd, uno dei bambini Ucraini ospitati a Cerchio, non aveva più sogni né speranza, era traumatizzato dalla morte dei suoi genitori, i quali non erano riusciti a scappare dalla guerra. Davyd credeva che la sua vita non avesse più senso, che la sua vita fosse finita. Ma oggi per lui si apre un nuovo orizzonte pieno di speranza per il futuro. Anche nella deposizione di Gesù nel sepolcro, tutti pensavano che ormai era la fine, senza sapere che invece, tutto sarebbe cambiato. Era solo l’inizio della sua storia perché il chicco di grano, caduto in terra, non produce molto frutto se non muore. Tante preghiere e sacrifici per la pace del mondo, per la comunità, per le famiglie, ma anche e soprattutto per la nostra pace interiore sembrano infruttuosi. Ma questa sera, Gesù deposto nella tomba, ci assicura che nulla è finito perché la storia cambierà dalla morte alla vita, dal dolore alla gioia, non ci sarà più né divisione né odio ma unità e pace.
Signore Gesù, donaci il coraggio di rimanere fedeli anche nei momenti di delusione, frustrazione, e scoraggiamento per capire che dopo la croce viene la corona e dopo la morte, la risurrezione.
(I ragazzi di Cerchio)

Preghiamo dicendo: Custodiscici, Signore Gesù!
Nella speranza che non delude:
Nella luce che non si spegne:
Nel perdono che rinnova il cuore:
Nella pace che rende beati:

Canone

Tu sei re, tu sei re, sei re, Gesù!
Tu sei re, tu sei re, sei re, Gesù!

Noi eleviamo i nostri cuori,
noi eleviam le nostre mani
rivolte verso il tuo trono lodando te.


Riflessione del vescovo

Preghiera conclusiva

Signore Gesù, Parola eterna del Padre, per noi ti sei fatto silenzio. E nel silenzio che ci guida al tuo sepolcro c’è ancora una parola che vogliamo dirti ripensando al cammino della via crucis percorsa con te: grazie!
Grazie, Signore Gesù, per la mitezza che confonde la prepotenza.
Grazie, per il coraggio con cui hai abbracciato la croce.
Grazie, per la pace che sgorga dalle tue ferite.
Grazie, per averci donato come nostra Madre la tua santa Madre.
Grazie, per l’amore mostrato davanti al tradimento.
Grazie, per aver mutato le lacrime in sorriso.
Grazie, per aver amato tutti senza escludere nessuno.
Grazie, per la speranza che infondi nell’ora della prova.
Grazie, per la misericordia che risana le miserie.
Grazie, per esserti spogliato di tutto per arricchirci.
Grazie, per aver mutato la croce in albero di vita.
Grazie, per il perdono che hai offerto ai tuoi uccisori.
Grazie, per avere sconfitto la morte.
Grazie, Signore Gesù, per la luce che hai acceso nelle nostre notti e riconciliando ogni divisione ci hai reso tutti fratelli, figli dello stesso Padre che sta nei cieli:
Padre nostro…

Benedizione e canto conclusivo
Mano potente

Ecco la mano potente che ci salverà
dal nemico e dall'oppressore.
Ecco l'amore perfetto che libererà
i cuori che sperano in lui.
Ecco, viene a noi la sua fedeltà,
scudo contro ogni tempesta sarà.
Canta insieme a noi nella verità:
non siamo più schiavi.

Non ci dimenticherà,
siamo il suo popolo, ci guarirà.
Al cielo alziamo le mani, non siamo soli,
Dio è qui, non ci abbandona.
Nostro custode sarà,
contro le tenebre risplenderà
il sole della giustizia,
la sua luce splenderà,
splenderà.


Se non avremo una terra in cui abitar
Dio la nostra terra sarà.
Se non avremo una strada su cui camminar
per noi la sua via traccerà
Ecco, viene a noi la sua fedeltà,
scudo contro ogni tempesta sarà.
Canta insieme a noi nella verità:
non siamo più schiavi.

È Gesù che cercate quando sognate la felicità (San Giovanni Paolo II). Questo è lo slogan scelto per la missione popolare predicata dai Missionari del preziosissimo Sangue a Celano, nella parrocchia del Sacro Cuore, dal 2 al 17 marzo 2024.
«La congregazione dei Missionari del preziosissimo Sangue, fondata da san Gaspare del Bufalo il 15 agosto 1815, fedele al carisma del fondatore e alla tradizione secolare delle missioni popolari, continua anche oggi, da oltre duecento anni, questo servizio alla Chiesa attraverso l’attività apostolica e missionaria del ministero della Parola», spiega don Flavio Calicchia, direttore del Centro per la predicazione della provincia italiana. «La missione popolare è un tempo di predicazione straordinaria che mira a raggiungere tutti, non lasciando indietro nessuno: famiglie, scuole, associazioni sportive, ospedali, RSA, persone anziane o comunque in condizioni di fragilità, carceri... e poi ancora, i luoghi di vita quotidiana: attività commerciali, piazze, bar, sale giochi, centri di aggregazione, ecc... I missionari, in stretta collaborazione con i vescovi e i parroci, organizzano il tempo e il modo dello svolgimento della missione. tenendo conto della motivazione di tale richiesta e i bisogni reali della parrocchia e del territorio dove essa quotidianamente svolge il suo servizio. L’obiettivo centrale della missione? La prossimità, che nasce dalla consapevolezza di un bisogno e l’incontro personale con Gesù, il prossimo per eccellenza! È lui l’unica fonte di ogni nostra ispirazione! La missione è un vero e proprio tempo di grazia!».
Durante le due settimane di predicazione ci sarà la presenza di nove missionari del preziosissimo Sangue, due seminaristi della stessa congregazione, una suora adoratrice del Sangue di Cristo, una famiglia missionaria e numerosi laici.


La consultazione del primo anno ha evidenziato alcune priorità che sono state raccolte nella sintesi diocesana e rilanciate dal vescovo nella lettera pastorale. Nella Chiesa che è in Italia le prospettive sono state raccolte nei cosiddetti cantieri di Betania, che definiscono gli ambiti su cui lavorare, che siamo chiamati a realizzare con creatività. La parola cantiere dà l’idea di lavori in corso! Il cantiere è uno spazio di sinodalità vissuta, che permetta un confronto ampio e profondo, in modo da far emergere anche la voce di quanti hanno difficoltà a prendere la parola in contesti formali. Ogni cantiere rappresenta un luogo, un ambiente, una realtà su cui lavorare.
I cantieri di Betania proposti dalla CEI sono i primi tre, ai quali la nostra diocesi aggiunge anche un quarto ulteriore cantiere.



Per comunicazioni, suggerimenti e testimonianze è attivo l'indirizzo
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Modulistica matrimoniale

Mod. I Posizione matrimoniale (formato A3)
Mod. II Certificato di battesimo
Mod. III Certificato di cresima
Mod. IV Certificato di morte
Mod. V Prova testimoniale dello stato libero
Mod. VI Dichiarazione dei genitori di nubendi minorenni
Mod. VII Pubblicazioni di matrimonio
Mod. VIII Pubblicazioni in altre parrocchie
Mod. IX Dichiarazione di avvenute pubblicazioni
Mod. X Richiesta di pubblicazione alla casa comunale
Mod. XI Dichiarazioni prescritte nei matrimoni misti
Mod. XII Dichiarazione previa alla celebrazione del matrimonio solo canonico
Mod. XIII Licenza di altro parroco
Mod. XIV Stato dei documenti (formato A3)
Mod. XV Atto di matrimonio
Mod. XVI Richiesta di trascrizione agli effetti civili
Mod. XVII Notifica di matrimonio (postale)
Num. 1 Domanda di dispensa dalle pubblicazioni canoniche
Num. 2 Domanda di celebrazione del matrimonio prima del rilascio del nulla-osta civile
Num. 3 Domanda di celebrazione del matrimonio senza la richiesta della pubblicazione civile
Num. 4 Domanda di matrimonio solo canonico
Num. 5 Domanda per ottenere il visto dell'Ordinario ai fini della trascrizione del matrimonio
Num. 6 Domanda di matrimonio solo canonico non trascrivibile
Num. 7 Domanda di matrimonio canonico dopo il civile
Num. 8 Domanda di matrimonio di divorziati
Num. 9 Domanda di matrimonio per chi è irretito da censura
Num. 10 Domanda di matrimonio per chi ha notoriamente abbandonato la fede cattolica
Num. 11 Domanda di matrimonio di minorenni
Num. 12 Domanda di licenza per matrimonio tra una parte cattolica e una parte battezzata ma non cattolica
Num. 13 Domanda di dispensa da impedimento per matrimonio tra una parte cattolica e una parte non battezzata
Num. 14 Domanda di dispensa dall'impedimento di consanguineità
Num. 15 Attestato di frequenza al corso di preparazione al matrimonio

2008 - Anno 0 (prove)

00/01 - 8 agosto 2008
00/02 - 15 settembre 2008
00/03 - 30 settembre 2008
00/04 - 15 ottobre 2008

2009 - Anno I

00/01 - 31 marzo 2009
01/02 - 30 giugno 2009
02/03 - 15 luglio 2009
03/04 - 31 luglio 2009
04/05 - 15 agosto 2009
05/06 - 31 agosto 2009
06/07 - 15 settembre 2009
07/08 - 30 settembre 2009
08/09 - 15 ottobre 2009
09/10 - 31 ottobre 2009
10/11 - 15 novembre 2009
10/12 - Dossier Caritas
11/13 - 30 novembre 2009
12/14 - 15 dicembre 2009
12/15 - Dossier Zampogne
13/16 - 31 dicembre 2009

2010 - Anno II

14/01 - 15 gennaio 2010
15/02 - 31 gennaio 2010
16/03 - 15 febbraio 2010
17/04 - 28 febbraio 2010
18/05 - 15 marzo 2010
19/06 - 31 marzo 2010
20/07 - 15 aprile 2010
21/08 - 30 aprile 2010
22/09 - 15 maggio 2010
23/10 - 3 maggio 2010
24/11 - 15 giugno 2010
25/12 - 30 giugno 2010
26/13 - 15 luglio 2010
27/14 - 31 luglio 2010
28/15 - 30 settembre 2010
29/16 - 15 ottobre 2010
30/17 - 31 ottobre 2010
31/18 - 15 novembre 2010
32/19 - 30 novembre 2010
33/20 - 15 dicembre 2010
34/21 - 31 dicembre 2010

2011 - Anno III

35/01 - 15 gennaio 2011
36/02 - 31 gennaio 2011
37/03 - 15 febbraio 2011
38/04 - 28 febbraio 2011
39/05 - 15 marzo 2011
40/06 - 31 marzo 2011
41/07 - 15 aprile 2011
42/08 - 30 aprile 2011
43/09 - 15 maggio 2011
44/10 - 3 maggio 2011
45/11 - 15 giugno 2011
46/12 - 30 giugno 2011
47/13 - 15 luglio 2011
48/14 - 31 luglio 2011
49/15 - 31 agosto 2011
50/16 - 15 settembre 2011
51/17 - 30 settembre 2011
52/18 - 15 ottobre 2011
53/19 - 31 ottobre 2011
54/20 - 15 novembre 2011
55/21 - 30 novembre 2011
56/22 - 15 dicembre 2011
57/23 - 31 dicembre 2011

2012 - Anno IV

58/01 - 15 gennaio 2012
59/02 - 31 gennaio 2012
60/03 - 15 febbraio 2012
61/04 - 29 febbraio 2012
62/05 - 15 marzo 2012
63/06 - 31 marzo 2012
64/07 - 15 aprile 2012
65/08 - 30 aprile 2012
66/09 - 15 maggio 2012
67/10 - 3 maggio 2012
68/11 - 15 giugno 2012
69/12 - 30 giugno 2012
70/13 - 15 luglio 2012
71/14 - 31 luglio 2012
72/15 - 15 settembre 2012
73/16 - 30 settembre 2012
74/17 - 15 ottobre 2012
75/18 - 31 ottobre 2012
76/19 - 15 novembre 2012
77/20 - 30 novembre 2012
78/21 - 15 dicembre 2012
79/22 - 31 dicembre 2012

2013 - Anno V

80/01 - 15 gennaio 2013
81/02 - 31 gennaio 2013
82/03 - 15 febbraio 2013
83/04 - 28 febbraio 2013
84/05 - 15 marzo 2013
85/06 - 31 marzo 2013
86/07 - 15 aprile 2013
87/08 - 30 aprile 2013
88/09 - 15 maggio 2013
89/10 - 3 maggio 2013
90/11 - 15 giugno 2013

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