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Pellegrinaggio diocesano in Armenia

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diretto da S.E. Mons. Pietro Santoro dal 17 al 24 luglio 2020 Il Caucaso è terra di...
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È stato pubblicato il nuovo libretto della via crucis con gli scritti della serva di Dio...
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7, 14 e 21 marzo 2020: Giornate di formazione

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13/02/2020: Incontro con don Luigi Maria Epicoco

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11/02/2020: Giornata del malato

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28/01/2020: Giornata sacerdotale

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Oggi, martedì 28 gennaio, il clero diocesano si è ritrovato insieme per vivere, nella...
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Salvatore Lilli nacque a Cappadocia (AQ), il 19 giugno 1853 e vestì l'abito francescano il 24 luglio 1870, nel convento di Nazzano (RM); il 6 agosto 1871 fece la professione religiosa. A seguito della soppressione degli ordini religiosi da parte del governo italiano, Salvatore partì nel 1873 per i luoghi santi della Palestina, per restarvi come missionario. A Betlemme proseguì nello studio della filosofia, che aveva già iniziato a Castel Gandolfo (RM), facendosi ammirare per la sua vita di perfetto claustrale. Il 6 agosto 1874 fu trasferito nel convento di San Salvatore a Gerusalemme, per completare gli studi in teologia, e venne ordinato presbitero il 6 aprile 1878. Prestò il suo servizio per due anni nelle basiliche custodite dai francescani, venendo poi inviato a Marasc nell'Armenia Minore, dove per quindici anni espletò con passione il suo apostolato.
La sua opera fu vasta e densa di risultati: i confessionali sempre affollati e le comunioni molto frequenti anche nei giorni feriali; riallacciò buoni rapporti con le persone più eminenti della città, cattoliche, ortodosse, turche; eresse una nuova cappella, inaugurata il 4 ottobre 1893 e, con le offerte dei benefattori, acquistò un grande terreno e molti attrezzi agricoli per lavorarlo. Nel novembre 1890 a Marasc scoppiò il colera, e lui per quaranta giorni assisté da solo i colpiti dal morbo, senza esserne miracolosamente contagiato.
Nel 1894 padre Salvatore fu nominato parroco e superiore dell'ospizio di Mugiukderesi, e qui fu raggiunto dalle sommosse politiche del 1895, quando i turchi effettuarono tanti massacri, specie tra i cattolici armeni. Fu sollecitato più volte dai confratelli, presenti in altri luoghi più sicuri, di rifugiarsi presso di loro, ma egli rispondeva: «Dove sono le pecore, lì deve restare il pastore». Fu ferito dai soldati che aveva accolto con tanta benevolenza. Il 22 novembre 1895, fu arrestato con altri dodici cristiani e condotto a Marasc; lungo il viaggio vennero più volte invitati a rinnegare la religione cattolica e a darsi alla fede di Maometto, se volevano salvare la vita. Al loro deciso rifiuto furono uccisi con crudeltà a colpi di baionetta, e i loro corpi furono dati alle fiamme in una zona chiamata Mujuk-Deresi. I nomi di sette dei dodici fedeli armeni martiri insieme a padre Salvatore Lilli sono: BaldjiOhannes, Khodianin Kadir, KouradjiTzeroum, DimbalacWartavar, IeremiasBoghos, David David, Toros David; degli altri non si conosce il nome. Sono stati beatificati da papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1982.


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