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Gemma Spera, nata nel piccolo paese di San Sebastiano dei Marsi (AQ), già da bambina si trasferì a Goriano Sicoli (AQ) con i genitori, e subito diede prova di quella che sarebbe stata la sua santità da grande. Dedita ai digiuni e ad altre penitenze, si distinse per la pietà verso Dio. A dodici anni, rimasta orfana di entrambi i genitori, entrò a servizio di una famiglia di Goriano, che la mise a pascolare le pecore. Comportandosi la fanciulla con grande dedizione agli incarichi affidateli, la ritennero come una figlia.
Soprattutto si notava in lei la sincerità nell'espressione e l'innocenza delle intenzioni. Tentata dalle minacce e dalle promesse di un nobile prepotente, la fanciulla conservò con decisione la sua illibatezza. Ma ottenne un pieno trionfo, spinta dallo Spirito Santo, ottenendo la conversione del suo insidiatore, che divenne difensore della sua verginità. In seguito, per combattere le insidie del demonio, si rinchiuse in un cella solitaria, dove, rinunciando a tutte le umane illusioni, ascoltava ininterrottamente la voce dello Sposo celeste. Così pregando e mortificando il suo fragile corpo, correva sulla via dei divini comandamenti. Nello stesso tempo, ispirata di un ardente spirito di carità, si dedicava ad appianare gli asti, a ricomporre le inimicizie, a guarire le infermità dei gorianesi. Infine, preparata da tutte le sue virtù ad andare in cielo, lo raggiunse, confortata dai santi sacramenti, l'11 maggio 1426. Fu sepolta nella stessa cella che per quarantadueanni le era servita da eremo. Alla sua morte i gorianesi furono svegliati dal suono delle campane. Per questo e per altri avvenimenti straordinari attribuiti a Gemma essi la invocarono fin da allora come loro patrona… Il culto di santa Gemma è stato approvato con il consenso dalla Congregazione dei Riti da Leone XIII nel 1890.
L'insidiatore di santa Gemma fu il conte Ruggero IV di Celano;l'episodio avvenne nel 1384. Il cognome Spera è ancora in uso in San Sebastiano dei Marsi. Ancora oggi, ogni anno, una ragazza di San Sebastiano dei Marsi, indossando un tipico costume che ricorda l'epoca della santa, si reca a Goriano Sicoli con i parenti e un gruppo di fedeli il giorno 11 maggio. Ella viene fatta alloggiare nella casa che la tradizione indica come quella di santa Gemma, ospite di una ragazza di Goriano, che svolge lo stesso compito, e per questo divengono come comari. Dopo otto giorni la comare di Goriano si reca a San Sebastiano, dove le viene ricambiata l'ospitalità.


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