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Domenica 17 maggio il nostro caro vescovo Pietro Santoro celebrerà il suo cinquantesimo anniversario di ordinazione presbiterale. Era il 1970, in piazza San Pietro, quando per imposizione delle mani del santo papa Paolo VI il nostro vescovo diventava sacerdote. Il vescovo Pietro aveva manifestato il desiderio di celebrare questo anniversario con tutti i presbiteri, i diaconi e il santo popolo di Dio. L’emergenza Coronavirus ha reso impossibile questa celebrazione che viene però rinviata appena l’emergenza sarà passata.
Un giorno di festa per la nostra Chiesa marsicana, per tutti i fedeli e per i tanti che hanno imparato ad apprezzare un pastore generoso con i poveri e gli anziani, con la passione per i giovani, con la sua apertura a un orizzonte largo per cui ognuno è un fratello.
Nella stessa celebrazione in cui fu ordinato mons. Santoro - era la domenica di Pentecoste - fu ordinato presbitero anche don Antonio Salone, parroco dello Spirito Santo in Avezzano. Ringraziamo il Signore nella preghiera.
La Chiesa diocesana è chiamata a rendere grazie al Signore per il dono del successore degli Apostoli, infatti i vescovi «hanno ricevuto il ministero della comunità per esercitarlo con i loro collaboratori, sacerdoti e diaconi. Presiedono in luogo di Dio al gregge di cui sono pastori quali maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto, ministri del governo della Chiesa. Come quindi è permanente l'ufficio dal Signore concesso singolarmente a Pietro, il primo degli apostoli, e da trasmettersi ai suoi successori, cosi è permanente l'ufficio degli apostoli di pascere la Chiesa, da esercitarsi in perpetuo dal sacro ordine dei vescovi. Perciò il sacro Concilio insegna che i vescovi per divina istituzione sono succeduti al posto degli Apostoli quali pastori della Chiesa, e che chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e colui che ha mandato Cristo (cf. Lc 10,16)» (LG 20).

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