È iniziato martedì 6 ottobre il nuovo percorso dei ritiri spirituali del clero della diocesi, con la predicazione di padre Carlo Serri. Una giornata che ha segnato l’avvio di un itinerario pensato per accompagnare presbiteri, religiosi e diaconi durante il nuovo anno pastorale, non soltanto attraverso momenti di spiritualità, ma anche con occasioni di formazione permanente, fraternità e condivisione.
Ad aprire la giornata è stato il saluto del vescovo Giovanni Massaro, che ha invitato il presbiterio a vivere il ritrovarsi non come un semplice appuntamento organizzativo, ma come una vera grazia: «Abbiamo bisogno di ritrovarci, di pregare insieme, di ascoltarci, di condividere le fatiche e le speranze del nostro ministero». Un richiamo alla fraternità e alla consapevolezza che la vocazione sacerdotale e diaconale non viene vissuta individualmente, ma nel cammino comune della Chiesa.
Proprio per questo, ha sottolineato il vescovo, è significativo che il nuovo anno pastorale prenda avvio da un ritiro spirituale: prima delle attività e dei programmi viene infatti «ciò che siamo chiamati a essere davanti al Signore». Il ritiro diventa così uno spazio per riscoprire il primato di Dio, della sua parola, della preghiera e della cura della vita interiore.
Il momento di spiritualità ha avuto come tema «Il sacerdote discepolo e testimone di Cristo», sviluppato nella predicazione di padre Carlo Serri. Al centro della meditazione l'importanza per ogni consacrato di custodire una profonda intimità con Dio, condizione essenziale perché il ministero possa essere autentica testimonianza di Cristo. Prima ancora di essere chiamato ad annunciare e servire, il sacerdote è infatti discepolo, chiamato a rimanere in ascolto del Signore e ad alimentare quotidianamente il rapporto con lui. Un inizio, dunque, nel segno della preghiera e della fraternità, con l'invito a custodire e rinnovare ogni giorno il proprio «Eccomi».


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