Anche quest’anno la Caritas diocesana presenta il proprio bilancio sociale sulle pagine di Avvenire perché i poveri, per la Chiesa, non sono un’opzione sociale ma un luogo teologico.
I dati cercano di illustrare, in maniera trasparente, il lavoro della Caritas diocesana come strumento della Chiesa dei Marsi che vive e cammina con i più fragili e con gli emarginati. E, attraverso i dati raccolti, i problemi ascoltati e i servizi resi orientare scelte personali e comunitarie, riflettere sui valori e sugli obiettivi del nostro operato.
Nel 2025, attraverso il Centro di ascolto diocesano, sono stati presi in carico 683 nuclei.
Le persone sostenute dalla rete dalla Caritas diocesana e delle 15 Caritas parrocchiali attive nella Marsica sono poco meno di 4586 e circa 1000 minori.
Undici i servizi offerti, da quelli di prossimità e sollievo: la mensa, il servizio docce, l’accoglienza notturna, la distribuzione degli indumenti e dei beni alimentari, a quelli più strutturati: lo sportello di supporto psicologico, l’orientamento e l’inserimento lavorativo, la mediazione linguistica in supporto agli enti territoriali.
La Caritas deve gran parte della propria disponibilità economica all’8xmille devoluto alla Chiesa cattolica. Ma ai fondi della Chiesa diocesana, è stata affiancata un’intensa attività progettuale in partenariato con il Comune di Avezzano, con altri enti territoriali, in rete con le altre Caritas d’Abruzzo e Molise e con organizzazioni nazionali. Fondamentale il supporto dei donatori privati che hanno scelto di affidarci beni e risorse. Ci hanno sostenuto nelle attività quotidiane, così come nelle campagne di raccolta portate avanti quest’anno: Gaza, per la quale sono stati raccolti poco meno di 4000 euro, devoluti a Caritas Jerusalem per le attività in favore della popolazione sfollata, e il poliambulatorio in via di attivazione nella Casa Fratelli tutti, segno concreto dell’attenzione verso quanti sono costretti a rinunciare alle cure odontoiatriche e specialistiche.
In linea con il trend nazionale, purtroppo l’emergenza abitativa sta diventando una delle aree di intervento più impegnative: sempre più persone vivono una condizione di esclusione dal mercato immobiliare e questo genera una fragilità che si ripercuote in altri e sostanziali aspetti della loro vita personale e sociale. Durante il 2025 la Caritas diocesana, grazie al sostegno del vescovo Giovanni, ha accompagnato oltre 20 nuclei familiari in altrettanti progetti di autonomia alloggiativa. Ringraziamo i proprietari degli alloggi locati che hanno avuto fiducia nelle persone accolte e nel lavoro degli operatori Caritas.
L’accoglienza abitativa – d’emergenza, nella Casa Fratelli tutti, o di rapid-rehousing, più strutturata – è soprattutto un mezzo attraverso il quale ripristinare la dignità di cittadinanza degli accolti, che spesso non hanno più neanche la residenza anagrafica, con una grave lesione dei diritti che ad essa sono associati: salute, rintracciabilità, custodia dei beni personali.
La povertà si sta consolidando. E nella Marsica, così come nel resto del paese Italia, abbraccia un numero sempre più importante di persone, anche lavoratori che non avrebbero mai immaginato di doversi rivolgere ai servizi Caritas. Tanti problemi si affrontano solo attraverso una ricchezza di relazioni: prima di tutto con quanti hanno avuto bisogno di sostegno e hanno scelto di confidarci problemi, paure, solitudini, affidandosi e camminando affianco per un tratto della propria vita.
Fondamentale è stato il lavoro, dei 25 operatori che hanno segnalato, guidato, accompagnato. Ma il più grande grazie va ai 114 volontari che hanno animato le nostre strutture. Hanno prestato, in totale gratuità e spirito di servizio, oltre 5900 ore attività, donando tempo, ma soprattutto menti, cuori e braccia.
È questa piccola comunità di persone per le persone che traccia strade nuove per abitare con speranza il territorio.
di Lidia Di Pietro, vicedirettore Caritas diocesana di Avezzano


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