Il 19 agosto 2025 a Gioia dei Marsi il convegno nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta con la presenza del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana.


L'intervento del vescovo Giovanni Massaro
in apertura del convegno

Carissime sorelle e carissimi fratelli, autorità civili, relatori illustri,
è con sincera gioia che vi porgo il mio saluto in apertura di questo significativo convegno, che affronta un tema quanto mai urgente: il futuro dei giovani nelle nostre aree interne, troppo spesso percepite – e vissute – come «un mondo a parte». Il titolo di questo incontro, Sosteniamo la speranza, ci ricorda che il nostro compito, come Chiesa e come comunità civile, è quello di dare sostanza alla speranza, affinché non resti un sentimento astratto, ma diventi cammino concreto. Ringrazio vivamente gli organizzatori e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo pomeriggio.
Un ringraziamento particolare al cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, la cui presenza oggi è per noi un dono e un incoraggiamento. La Chiesa italiana, nel cammino sinodale che stiamo vivendo, ha posto al centro l'ascolto delle persone e dei territori. Come diocesi dei Marsi, su impulso dell'Ufficio di pastorale sociale, abbiamo scelto di farlo incontrando i sindaci e gli amministratori locali, con i quali abbiamo avviato un dialogo concreto sui bisogni del territorio, condividendo riflessioni e cercando insieme possibili soluzioni.
Ho avuto anche l'opportunità di partecipare agli incontri promossi dalla diocesi di Benevento in collaborazione con la CEI sul tema delle aree interne, e recentemente – con altri dieci vescovi – a un incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a testimonianza di quanto la Chiesa voglia farsi voce di territori spesso invisibili, ma ricchi di vita e di potenzialità.
Nel Messaggio della CEI per la giornata del lavoro del 1° maggio 2023, dal titolo Giovani e lavoro per nutrire la speranza, si afferma con chiarezza che «i dati sull'occupazione in Italia mettono in luce un fatto assai preoccupante: circa un quarto della popolazione giovanile nel nostro Paese non trova lavoro». E papa Francesco – nell'esortazione apostolica Christus vivit afferma: «Preoccupa il numero elevato di giovani che lasciano le aree interne per cercare fortuna nelle aree metropolitane del Nord Italia o che addirittura abbandonano per sempre la terra di origine. Un'attenzione particolare merita la situazione di precarietà lavorativa che vivono molti giovani: dove scarseggia la domanda di lavoro i giovani sono sottopagati, vedono frustrate le loro capacità e competenze. Desta inoltre preoccupazione anche il tasso dei giovani che finiscono nelle reti del gioco d'azzardo, del lavoro nero e sfruttato, del mondo della droga e dell'alcolismo».
Queste considerazioni ci confermano che il lavoro giovanile nelle aree interne non è solo una questione economica, ma è questione di giustizia sociale, di dignità umana, di equità territoriale. Come diocesi, in occasione della giornata del lavoro, abbiamo promosso alcune buone pratiche presenti sul territorio, che vedono i giovani protagonisti attivi in iniziative imprenditoriali e sociali. È attivo da anni in diocesi il progetto Policoro, che rappresenta una presenza viva e generativa nel nostro territorio, accompagnando giovani nella ricerca di senso, formazione e opportunità. Tuttavia, è necessario fare di più.
Nell'ultimo incontro tra i sacerdoti e gli amministratori della Marsica con la presenza di alcuni giovani sono emerse alcune proposte concrete per contrastare la disoccupazione giovanile nelle aree interne. Ne cito solo quattro.
1. Investire nell'educazione al lavoro fin dai percorsi scolastici, collegando scuola, territorio e imprese.
2. Incentivare la nascita di imprese giovanili, attraverso fondi dedicati, sostegno burocratico e accompagnamento formativo.
3. Valorizzare le vocazioni del territorio – come l'agricoltura sostenibile, le bellezze artistiche e naturali, il turismo, le tradizioni, la cultura, mettendo i giovani al centro di processi innovativi.
4. Promuovere alleanze territoriali, in stile sinodale, tra Chiesa, amministrazioni locali, mondo economico e associazionismo, cooperative sociali e fondazioni di comunità: senza alleanze le aree interne rischiano di essere depauperate nonché di sparire.
Queste non sono semplici strategie: sono atti di speranza concreta, sono vie per ridare futuro alle nostre comunità, evitando che la speranza si spenga nel silenzio delle partenze forzate. Noi crediamo che i giovani non siano un problema da risolvere, ma una risorsa da liberare. Crediamo in un vangelo che cammina con i piedi nella terra e gli occhi nel cielo. E siamo convinti che dalle nostre aree interne possa nascere un modello di sviluppo nuovo e più umano.

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